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Gen
12

Che fare per i due marò di Ignazio Messina*


ORA DI PUNTA


E’ tempo che le istituzioni sovranazionali diano vita ad una istituzione di garanzia che dirima le controversie tra Stati in materia di amministrazione della giustizia e di giusti processi. La “disponibilità” della Corte indiana ad esaminare l’istanza del fuciliere di Marina Massimiliano Latorre di prolungamento del permesso per ragioni di salute costituisce ciò che in Italia, paese culla del diritto, si definirebbe semplicemente come un atto dovuto. Esso rappresenta uno dei pochissimi barlumi di civiltà giuridica presenti in questo caso, che registra inquietanti aspetti di diniego di giustizia in spregio delle guarentigie assicurate ad ogni uomo dai documenti sovranazionali, a cominciare dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

E’ inutile che il governo indiano si trinceri dietro l’indipendenza della magistratura quando non dimostra di voler applicare rigorosamente le garanzie legali universalmente riconosciute ed applicate. La stessa dichiarazione per cui l’altro marò, Salvatore Girone, viene mantenuto (comunque detenuto ) in India a garanzia del rientro di Latorre manifesta un agghiacciante cinismo che confonde giurisdizione con ragione di Stato e denota la non indipendenza della prima dalla seconda. Il governo italiano metta in campo perciò ogni sforzo per conclamare le violazioni dei diritti universali denunciandole in ogni sede e rivendicando il giusto, equo e tempestivo processo.

* segretario nazionale di Idv

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