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Mag
20

« Che governo abbiamo in un Italia allo sbando »

D


a piazza San Giovanni, una volta feudo rosso ad oggi postribolo per tutti, il buon Guglielmo Epifani tuonava :

« Sostenere un governo di servizio è una responsabilità che intendiamo portare avanti con rigore»

; per i più non è che abbia significato molto tra governo di servizio e governo di comodo o meglio di motu proprio dal Colle.
E’ ben evidente, che sia una pastetta tra Pdl e Pd con la zampetta Montiana, come si fa qualcosa, subito a metterci il cappello su per far vedere come sono bravi, senza rendersi conto che sono solo e soltanto dei pannicelli caldi sulle piaghe purulente della crisi.
Da che io mi ricordi, in Italia un periodo di follia come questo non se ne aveva nemmeno la lontana idea ; mentre da mesi leggiamo lo stillicidio dell’ultimo gesto per crisi di lavoro o per depressioni varie.
Sembra quasi, che ormai si è persa la forza di lottare contro le avversità, e che la follia s’annidi ovunque ; un modo di vivere che non trova radici nei tempi andati ma che sta crescendo in questa era di crisi e consumismo.
Stiamo vivendo un momento politico, in cui il paese s’è avvitato sui problemi giudiziari del televenditore d’Arcore che ricatta a piè sospinto il governo, e l’altro guitto, assurto a politicante, che minaccia sfracelli e dileggia chiunque.
La percezione delle istituzioni si fa sempre più labile, alimentando l’indecisione e l’astensione d’esprimere il proprio pensiero con voto, delusi come sempre dalle illusioni preelettorali ; fatto reso più evidente dalla miopia politica che crede con i suoi teatrini televisivi di raccogliere consensi.
In questo malessere sociale, sguazzano i soliti qualunquisti e populismi daccato, in cerca di consensi ma privi di proposte alternative, buoni solo a recitare copioni altrui di pura demagogia illusoria ; salvo qualcuno che comincia ha prendere atto che la realtà è diversa da quella predicata dai guru di turno.
E’ un paese alo sbando che cerca di sopravvivere, una sopravvivenza al malcostume della casta, una sopravvivenza alla politica imbelle ed impresentabile, una sopravvivenza ai tribuni del popolo in cerca del loro momento di gloria e farsi i propri affari.
Sembriamo una Repubblica di Weimar.in attesa del suo dittatore, questa pseudo democrazia sta dando il peggio di se, ma ai piani alti fanno finta che tutto vada bene : “Madama la marchesa” ; il risveglio potrà essere amaro per l’intero paese.

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