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Feb
05

« Che strano paese »

duello

C


i voleva questa XVII legislatura, iniziata venerdì 15 marzo 2013, per dare la stura all’eterno conflitto italico ; dal campanilismo siamo passati agli Orazi e Curiazi, Guelfi e Ghibellini, Capuleti e Montecchi e quant’altro, in uno scontro permanente con linguaggi e modi triviali, classici dei cinepanettoni.
L’insultare e denigrare, è diventato ormai una forma d’espressione tanto popolare che politica ; l’uso della lingua italiana sta quasi scomparendo, lasciando il posto ad una forma comunicativa di tutt’altra specie.
Anche sui social network, è diventato comune vedere dei post sessualmente allusivi, visto poi la possibilità dell’anonimato, tracimare nelle volgarità più abbiette ; come pure pubblicare e poi sbianchettare o cancellare, non sapendo che la rete ha una memoria da elefante.
Per non parlare poi del dileggio istituzionale, ormai facente parte di quelli che si definiscono onorevoli, addirittura ci sono giornali che fanno la raccolta bipartisan dei vari insulti e motteggi ; forse per farne un nuovo manuale alle future generazioni politiche.
Ma quello che rende tutto più insopportabile, sono i vari talkshow che ci propinano la stessa minestra riscaldata, un vero e proprio lezzo mediatico per esacerbare ancor più i contendenti.
Quanto mai attinente il pensiero di Victor Klemperer :
“Ciò che chiunque voglia deliberatamente nascondere, sia solamente nei confronti degli altri, sia nei confronti di sé stesso, anche ciò che inconsciamente egli porta dentro di sé, viene svelato dal suo linguaggio.

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