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Feb
25

CHI PROVOCA CHI? di Ivano Sartori

dallarete01


Un ministro della Repubblica non può permettersi di beffeggiare chi lo contesta. Ai governanti il potere di governare, ai cittadini quello di criticare. E criticare cantando una canzone ispirata ai valori che sono a fondamento della nostra Costituzione mi pare il modo più civile di contestare una politica sgradita con evidenti impennate di sgradevolezza che provocano il rigurgito di azioni razziste e autoritarie. Quindi, il ministro non avrebbe dovuto mettersi allo stesso livello di chi lo ha «canzonato» sfoderando il solito telefonino e usandolo come strumento di derisione di massa. I campi tra chi governa e chi subisce le misure del governo devono restare distinti e nessuna invasione di campo è ammessa. A meno che non si voglia provocare il caos per fare aumentare la tensione. Ma un ministro dell’Interno può essere un provocatore? Un tempo questo incarico veniva affidato alla bassa manovalanza che, in occasione di manifestazioni, provocava tafferugli funzionali alle «richieste di sicurezza» (Savini dixit) e ordine. Ma io non credo che Salvini sia un provocatore e tanto meno un manovale della bassa forza provocatrice. Salvini è vice presidente del Consiglio e autorevole ministro. O mi sbaglio?

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