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Feb
06

Ci mancavano le mazzette spaziali di Stefano Clerici


Ora di Punta


E ti pareva! In un paese popolato da “furbetti del quartierino”, di professionisti della raccomandazione, di beneficiati “a sua insaputa”, di politici dalle “mutande verdi” e di eserciti di “amici degli amici”, potevano mai mancare le “mazzette spaziali”? Certo che no. Ed ecco che la Procura di Roma ha messo sotto inchiesta presidente, dirigenti e stretti collaboratori dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) con l’ipotesi di reato di corruzione e concussione.
La Guardia Finanza sta cercando negli uffici e nelle case degli indagati tutte le carte relative a una serie di contratti tra l’Agenzia e una serie di società (tra cui specialisti di viaggi all’estero o rinomati “curatori” di eventi) che per i magistrati inquirenti sono fortemente in odor di tangenti.
E vai. Un altro tassello in quel mosaico della corruzione che – secondo un recente (ancorché contestato) documento dell’Unione Europea – costa al nostro paese circa sessanta miliardi all’anno, la metà dell’intera cifra che costa all’Europa intera. Perché, come ci spiega la relazione di cui sopra, “solo nel 2012 sono scattate indagini penali e ordinanze di custodia cautelare nei confronti di esponenti politici locali in circa metà delle 20 Regioni italiane, sono stati sciolti 201 consigli municipali, di cui 28 dal 2010 per presunte infiltrazioni criminali e più di 30 deputati della precedente legislatura sono stati indagati per reati collegati a corruzione o finanziamento illecito ai partiti”. Non solo, ma nel 63 per cento dei casi, le gare d’appalto sono “pro forma”, ovvero il vincitore è in realtà già stato deciso precedentemente.
E’ pur vero che non siamo ai vertici della classifica del malaffare (dove la Corea del Nord conserva ben stretta la sua maglia nera), ma siamo pur sempre ai livelli di paesi come la Romania e il Kwait. Vogliamo forse guadagnar terreno con il primo lancio di mazzette sulla Luna?

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