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Mag
15

Come pensiline dell’autobus


Sinceramente il centro di Firenze non è luogo a me abituale di visita. Pensare che quando ero ragazzo ci si andava con orgoglio e interesse, mentre oggi ti limiti a sopravvivere per fare giusto una puntatina in qualche luogo prestabilito. Non avevo dato peso alle polemiche sui “gazebi” esterni ai locali, in particolare a quelli di Piazza della Repubblica dove, di fronte a luoghi storici quali Le Giubbe Rosse o Paswskosky (mi riesce sempre difficile scriverlo), sono state istallate pensiline uguali per tutti. Non solo, passeggiando per le altre vie ho visto che le pedane per metterci le sedie e i tavolini sono state autorizzate tutte rigorosamente uguali, in ferro battuto, grigie con lo stesso fregio sul parapetto. Io non posso credere che nella città del nuovo che avanza, nella città che ha dato i natali ad architetti e scultori che hanno cambiato radicalmente la storia dell’arte nel mondo si debba assistere a questo fenomeno di appiattimento e di brutto totale. Potrei capire l’obbligo di misure standard specifiche per la via, ma l’obbligo tassativo di trasformare le vie del centro una sorta ordine prestabilito, mi dispiace non lo accetto. E’ anche vero che Firenze è la città della Quadra Progetti e del Nuovo Tribunale al cui cospetto le pensiline sono niente, ma il voler affossare la nostra creatività ed anche l’aspetto estetico di vie storiche mi sembra veramente il massimo. Forse è questo il significato del nuovo che avanza e mi rallegro di non averlo ancora capito!!

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