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Set
12

Comune di Roma: arma di distrazione di massa

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rmai è diventato un tormentone quotidiano, vedere sui media sui socialnetwork e quant’altro della saga stellata : “sinnachessa romana Virginia Raggi”; uno stillicidio come tortura cinese per i poveri romani ma anche per il resto d’Italia.
I quiriti devono farsene una ragione, se pensavano di cambiare hanno puntato su qualcosa d’indefinito; vero è che hanno votato ed eletto la Raggi, ma la stessa è sotto stretta tutela grillesca e sorvegliata speciale dalla Casaleggio e soci, e come li ha definiti Grillo “i miracolati” stanno consumando una faida mai vista nel movimento.
Tutto ciò distogliendo, in parte, l’attenzione su cosa stia succedendo nel governo del cittino firenzese, in particolare alle promesse di nuovo meno imposte e più spesa pubblica; dimenticando che il paese ha un prodotto lordo fermo, un bilancio pubblico come al solito in deficit.
Ma questo è il solito modo di fare nella sua perenne campagna elettorale, forse dimentico che la prossima legge di stabilità ha il difetto di partire con un handicap di 15 miliardi; questo per evitare le clausole di salvaguardia onde evitare aumenti dell’Iva e imposte indirette.
Belli i proclami per aumentare le pensioni minime, il bonus per i lavoratori autonomi, gli incentivi fiscali per le imprese, i benefici per le aziende in crisi, il sostegno dell’occupazione; un vero bengodi nazionale.
Poi chiaramente resta il tutto ai verbi difettivi, salvo qualche mancetta qua e là per rabbonire l’elettorato, ma niente di veramente risolutivo che possa ridare fiato all’economia e ripresa del mercato del lavoro.
A questo poi il piano Casa Italia, che dovrebbe essere un rilancio partendo dal disastro di Amatrice e gli altri comuni, ma abbiamo ancora l’amaro ricordo di altri casi analoghi e di altre calamità naturali che hanno squassato il paese; ma tutto è a rilento se non rimasto ancora alle idee per risolvere.
Lo sappiamo bene che il “Mago Renzi Potter” continua il suo spettacolo, ma ce da chiedersi sino a quando visto che fare l’imbonitore di promesse è quanto gli riesce meglio.

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