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Ago
08

Comunista dietro la collina…


…ci sta Berlusconi e una sua sgualdrina… Perdonatemi ma dato l’argomento che tratterò nel seguito non potevo sottrarmi ad una facile battuta. Ovviamente sto parlando dell’intervista rilasciata da Francesco de Gregori noto cantautore italiano e noto “attivista” della sinistra. Se ve la siete persa vi lascio il link qui per leggervela tranquillamente. La cosa che più mi ha lasciato perplesso non è l’analisi lucida di una persona intelligente “di sinistra” che analizza i fatti per quelli che realmente sono ma, lo scompiglio creato in alcune menti bacate, sempre a sinistra, che hanno bocciato in toto quanto detto dal cantautore. Come se non bastasse, subito dopo anche il New York Times ha quasi ribadito i concetti espressi in una sorta di outing collettivo sui mali che affliggono la sinistra odierna. Parlando con amici il sunto dell’intervista è stato: “Berlusconi è un delinquente pertanto deve stare in galera”. Sinceramente (e potete leggerlo voi stessi) De Gregori fa un analisi degli errori di questi ultimi 20 anni di sinistra e lo fa non perchè da la colpa al generale dietro la collina, ma perchè analizza il vero problema del vuoto interno creatosi con l’antiberlusconismo senza aggiungere nulla di nuovo. Addirittura si è dichiarato berlusconiano per 30 secondi facendo indignare coloro che pur di non dare ragione al cavaliere si farebbero evirare. Come già profeticamente detto dallo scrivente in altre occasioni, Silvio Berlusconi ha nella sinistra la sua ragion d’essere e di raccattare milioni di voti anche da chi lo sconfessa quotidianamente, perchè un conto è deriderlo un conto è votarlo nel silenzio della cabina. Se oggi, le più autorevoli voci della sinistra, (mi sembra che tempo fa anche la Mannoia disse qualcosa di simile) da sempre portate a baluardo dal popolo, iniziano a chiedere qualcosa di più, forse tutti i torti non ce l’hanno anche perchè i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Non è mettendo in gabbia un uomo che si combatte il suo carisma. Berlusconi va sconfitto sul suo stesso campo, solo così agli occhi di tutti potrà sembrare una persona debole, altrimenti regnerà per diversi anni. Un parallelismo? Mussolini. Il Duce ancor oggi rieccheggia nei discorsi e nei pensieri degli anziani ma anche dei più giovani che si sono presi la briga di leggere la storia. Quella stessa storia che ci insegna che la base della nostra società regge ancora sulle sue innovazioni cosa che non ha fatto o non è riuscito a fare Berlusconi. La morte che invoca De Gregori nella sua canzone può anche essere non crucca ma semplicemente dentro le teste che ancora non riescono a vedere oltre il proprio naso.

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