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Mag
28

Considerazioni elettorali (part. 2)


Cosa ci ha insegnato quest’ennesima infornata elettorale? Fondamentalmente che gli italiani non sono tutti uguali per fortuna o per sfortuna. Un primo segnale già venne da Milano quando il popolo milanese, un pò tafazzinamente, scelse Pisapia del PD al candidato del centrodestra per “punire” un operato un pò grigio del sindaco uscente Moratti. Certo vedere Milano oggi non è che sia un bel vedere, ma sicuramente l’elettore di centro destra ha dato una bella scoppola ai suoi rappresentanti di fatto consegnando la città in mano al nemico. Roma, ieri ha fatto altrettanto “punendo” Alemanno preferendogli un candidato di sinistra per lo più non romano. Ricordando il 2008 è ancora tutto da vedere, però un primo segnale di noia il popolo romano lo ha dato, e pure forte! Due città grandi, due città simbolo, due popoli diversi ma sotto certi aspetti simili. Anche Bologna fece qualcosa di simile con Guazzaloca. Noi in toscana siamo invece dei puri. A noi i cambiamenti non piacciono. Prendiamo Siena. Lo scandalo del Monte dei Paschi ha messo a nudo una verità sul vero gioco di potere e danaro tra la grande banca e il suo partito di riferimento il PD (ma anche altri ndr). Una serie infinita di scatole cinesi ed elargizioni varie che ad oggi è emerso solo un millesimo di quello che realmente è. Eppure come se nulla fosse il PD ha pensato bene di appoggiarsi alla lista civica del candidato Bruno Valentini, renziano ma anche funzionario Mps, dirigente Pci poi Ds e poi Pd, sindacalista Cgil, insomma più continuità che rottamazione. Quasi un 40% e la prima volta dal 93 Siena va al ballottaggio. In altre realtà, con altri popoli sarebbero scomparsi tanto è il marcio che deve ancora venire fuori. Di candidati ce n’erano diversi da votare, anche solo per protesta. Andranno al ballottaggio con un gap di 16 punti, un pò tanti, troppi per poter vedere e sentire aria di cambiamento. A Brescia, tanto per fare un esempio, entrambi i candidati viaggiano a pari passo con percentuali che sfiorano il 40%, comunque nulla di scontato per il risultato finale. Senza un alternanza vera si va da poche parti o almeno non si danno segnali forti a chi governa le nostre città da più di 20 anni. Sarà così anche per Firenze? Io credo di si dove a fronte di un continuo lamentarsi nella città del fiore, gli stessi voteranno uniti e compatti un fronte che li ha portati da diversi anni a gridare aiuto. Liberare Firenze si potrà o forse no, sarà solo la serietà e la capacità di comunicare dei futuri candidati che potrà dare un segno, altrimenti chi è, e sarà causa del suo mal, pianga se stesso!

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