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Lug
22

Considerazioni estive


L’estate ha il potere di rendere tutto più bello, con le sue temperature, i tramonti, le sere al fresco a parlare con gli amici. Si è vero c’è quel fastidioso caldo… ma in fondo chi se ne frega, si aspetta Venerdì, si parte per il mare, spiagge, sole, abbronzatura, per poi rientrare il Lunedì e ricominciare la settimana. C’è anche meno gente in città che transita sulle strade e questo rende Firenze molto più vivibile, più umana. Questo lo sanno anche i nostri amministratori che decidono di partire con i lavori stradali in tutta la città. Sono di questi tempi l’apertura di numerosi cantieri in ogni dove, ma quest’anno c’è una variabile nuova che ci metterà davanti ad una rosea o triste realtà per il prossimo futuro. Dati gli scarsi risultati della Linea Uno il famoso start point della Linea Due stenta a decollare e fa bene il sindaco a temporeggiare, perché l’analisi del progetto porta inevitabilmente a chiedersi come possa essere stato concepito in una città come Firenze. Diverso è il discorso del tunnel che sta attendendo la partenza dei lavori previsti a Settembre. Ma intanto nel viale Corsica – Circondaria aumentano le gru e gli scavi nel tentativo di creare la Stazione Foster o un ibrido di essa. In effetti, anche se i fiorentini sono portati a bere ogni cosa del sindaco simpatico, ai più attenti o forse più smaliziati, la domanda che sorge spontanea è questa: se la certezza e la conclusione dei lavori sono mere utopie, avendo messo a referto un migliaio di edifici a rischio più tutte le problematiche che salteranno fuori, com’è possibile che ancora si prosegua su questo piano? Facendo un rapido calcolo per la conclusione (se mai avverrà) dei lavori occorreranno 20 anni circa giusto il tempo di perdere anche quelle poche garanzie che sono rimaste in città, in previsione di un totale miglioramento della vita e del traffico. La città imploderà piano piano su se stessa affogata dalle auto che, per fare2 km impiegheranno 40 minuti, con un aumento del tasso di inquinamento in maniera esponenziale. In 20 anni avremo un ricambio generazionale in peggio della città, perché il nostro futuro, i giovani, scapperanno da questo golgota infernale che li attanaglia ogni giorno impedendogli di avere una vita e di conseguenza una qualità lavorativa migliore. E tutto questo stillicidio partirà a Settembre quando i fiorentini, ancora inebriati dall’estate, dovranno fare i conti con una triste realtà. La chiusura di una corsia sul Ponte al Pino sarà un esempio, come altre saranno per altri posti. La modifica strutturale di una città senza una viabilità alternativa, che a Firenze difficilmente ci potrà essere, porterà solo disagi e nessun vantaggio, come insegna il bypass del Galluzzo, la mancata congiunzione tra la Fi-Pi-Li e il viadotto dell’Indiano e tantissimi altri esempi. A Novembre quando l’abbronzatura sarà passata e il freddo ci costringerà a rintanarci nelle nostre scatole di metallo forse inizieremo a capire l’importanza della semplicità delle cose senza fare voli pindarici su progetti faraonici che non ci potremmo mai permettere a livello strutturale. Firenze non sarà mai come New York o come Berlino. Firenze era Firenze e domani sarà solo un sobborgo con qualche bel palazzo e qualche bella chiesa, tuttal’più un posto dove pisciare e vomitare in compagnia, come già sta avvenendo…

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