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Ott
18

Coraggio sì, fughe in avanti no di Nuccio Fava


ORA DI PUNTA


E’ un dato costante della politica italiana quello di agitarsi in occasione di un viaggio all’estero del presidente del Consiglio. E’ avvenuto anche durante la visita di Letta negli Usa, si può dire durante le stesse ore dell’incontro con Obama. Fortunatamente il faccia a faccia è proceduto ottimamente come si è visto nel corso della conferenza stampa a cui è seguito l’invito a cena alla Casa Bianca, fatto senza precedenti. C’erano già le reazioni abbastanza scomposte, sia a destra che a sinistra, sulla legge di stabilità a fare rumore, sebbene il governo le avesse messe in conto sin dalla presentazione, con Letta che Saccomanni pronti a dichiarare la disponibilità da subito a cambiamenti e miglioramenti in sede parlamentare. Assicurazioni non ritenute adeguate da esponenti del Pdl quali Bondi e Gelmini, per non dire di Sel, dei sindacati e dei giovani industriali di Confindustria.
Politicamente tuttavia l’elemento di maggiore fibrillazione sono state le irrevocabili dimissioni di Mario Monti, che pure dovrebbe ben sapere quanto episodi del genere non possano che indebolire la precaria larga maggioranza che vede inevitabilmente accrescere i rischi per la sua navigazione. Anche nel campo del Pd circolavano malumori e insoddisfazioni, sottolineate da voci di possibili dimissioni del vice ministro dell’economia Fassina che si era sentito non abbastanza coinvolto nella stesura del documento di stabilità.
La verità è che tutto il quadro politico, come si dice, ribolle di suggestioni, personalismi e timori per l’incertezza delle prospettive future, specie per quanto riguarda la possibile durata del governo Letta, le scadenze del congresso Pd e relative primarie, con la concorrenza sempre più diretta tra i due maggiori candidati: Renzi e Cuperlo. Tenta di mettere un po’ d’ordine lo stesso D’Alema che scende in campo a sostegno di Cuperlo alla segreteria del partito, immaginando una futura abbinata con il sindaco di Firenze per quanto riguarda però palazzo Chigi. Al Paese e all’opinione pubblica servirebbe sicuramente una prospettiva di riferimento meno confusa e in grado soprattutto di esprimere intenti convergenti e costruttivi sui principali problemi del Paese.
La lotta politica ha le sue regole, le sue complessità, i suoi personalismi e ambizioni più o meno fondati e legittimi, non dovrebbe però mai smarrire il senso della misura e della responsabilità rivolto all’interesse dei cittadini e alla fondamentale bussola dell’interesse generale. Lo ha fatto ancora una volta il presidente Napolitano rivolgendosi ai giovani di Confindustria riuniti a Napoli, ricordando loro di non dimenticare mai il valore unitario di nord e sud per l’uscita dalla crisi. Serve coraggio e visione del futuro collegati però a senso della realtà e a un coraggio responsabile senza fughe in avanti.

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