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Nov
11

«Corruzione italica »

corruzione

D


Al Papa Francesco è arrivato un forte anatema contro la corruzione , definirlo monito è un eufemismo, ha tuonato : “La dea tangente toglie la dignità” – “Le tangenti creano dipendenza. Chi le pratica dà ai figli pane sporco” ; ammonendo : ”Si comincia forse con una piccola bustarella, ma è come la droga”. Preghiamo ”per tanti bambini e ragazzi che ricevono dai loro genitori pane sporco”.
Ebbene si, nel nostro paese si stima che sia una cifra di circa 60 miliardi l’anno, un iperbole di denaro usata solo per corrompere, per ogni tipo di scopo vedi un appalto, un politico, un’assunzione.
Se si pensava, che “mani pulite” avesse reciso la mala pianta della corruzione, ci si è ben ricreduti perché ha mutato solo pelle, ha continuato la sua opera di metastasi in ogni istituzione ; facendo arricchire illecitamente la politica e i suoi rappresentanti, oltre ai vari personaggi che leggiamo nelle cronache.
Trovare una soluzione drastica, è impossibile perché questo morbo s’annida nelle istituzioni, la certezza della pena e dell’interdizione a vita sono quanto mai lontane d’esser applicate, il corrotto e corruttore trovano sempre dei manutengoli in loro difesa.
Scrive Francesco Merlo su Repubblica : “In questa Italia della truffa e dell’arraffo, si tratti di una bottiglia di vino in Piemonte o di un appalto negli ospedali campani, deve esserci qualcosa di più della furbizia. Forse c’è lo Stato in decadenza in questi uomini di partito, è il modello economico delle città barbaresche, che crescevano grazie al furto”. [leggi articolo]
E’ l’immagine impietosa dell’Italia di questi giorni, che appare sempre più passiva a questa piaga biblica ; ma ancor più triste vedere l’ignavia politica, solo vacue parole ma niente fatti risolutivi.
Nota di colore, il logorroico twittatore non poteva esimersi di sparare una delle sue : “ Grazie Papa – Senza accento e senza ironia. La battaglia di Francesco contro le tangenti e la corruzione è la nostra battaglia” ; ovviamente è il botolo ringhioso arcoriano, vignettato da Vauro, dimentico delle opere benefiche del suo padrone.
Per avere un idea di cosa sia la classe politica, su FB un bel post di M.M.


Mattina allucinante, che mi fa venir voglia di andarmene subito a casa e soprattutto di non votare mai più. Ecco un esempio di quello che sono molti nostri politici, individui privilegiati che pensano tutto sia loro dovuto, e che fuori dalla politica raramente hanno una professionalità spendibile: un ospite del dibattito cui era stata prenotata una camera d’albergo (a spese nostre ovviamente!) e a cui era stato consegnato un buono taxi (a nostro carico!) per pagare la trasferta si presenta sfacciatamente presso i nostri studi con una sigla taxi non convenzionata (e quindi rendendo impossibile il pagamento con buono taxi convenzionato, ergo costringendoci ad anticipare di tasca nostra 70 euro in contanti!) e ci comunica che non ha pernottato all’hotel ma in una casa privata (naturalmente fuori Roma! tanto per arricchire un po’ i taxisti!) e come è “logico”, essendo tutto dovuto a questa categoria di privilegiati, non ha pensato minimamente di avvertirci ieri, cosa che ci avrebbe consentito almeno di disdire la prenotazione e risparmiare oltre 100 euro. Nella vita privata chiunque di noi definirebbe una persona così un cafone, arrogante, cialtrone, approfittatore, uno che è abituato a ricevere soldi e benefits senza fatica, senza alcun rispetto per gli altri e per il lavoro altrui. Se un vostro amico si comportasse così, lo radiereste immediatamente dalla cerchia delle vostre conoscenze. Idem se fosse un vostro collaboratore, o un partner lavorativo. Finché in politica avremo gente come questo signore – e purtroppo di esempi simili ce ne sono tanti! – l’Italia non avrà alcuna speranza di risollevarsi dalla crisi in cui versa né di diventare un paese civile. L’unico atto di civiltà deve essere il nostro affinché ci prodighiamo perché questa classe dirigente subisca un profondo rinnovamento, che non ha nulla a che vedere con questioni anagrafiche, ma con l’onestà, l’educazione, il rispetto, e le comprovate competenze che provengono soltanto dall’aver veramente e seriamente lavorato nel corso della vita.


A voi commentare.

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