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Nov
30

Corsi e ricorsi storici


In questi tempi di bailamme mediatico sulla giustizia, è interessante vedere come certi eventi si ripropongono ciclicamente nella vita sociale italiana, e quei fatti sottolineati in tempi non sospetti.
È uscito da poco un libro dal titolo «Quel tintinnar di vendette», con la prefazione di Gustavo Zagrebelsky , Presidente emerito della Corte Costituzionale , la casa editrice è La Sapienza.
Un libro scritto dal giornalista Guido Dell’Aquila, che fa un attenta analisi tra le parole pubbliche di Scalfaro, in particolare, tutte quelle che hanno a che fare con la giustizia.
Nella presentazione si legge : «Nel volume il giornalista Guido Dell’Aquila riordina tutti i discorsi ufficiali in tema di giustizia di Oscar Luigi Scalfaro, un giurista che è stato giudice, un uomo politico che ha scritto la Costituzione e infine Presidente della Repubblica dal 1992 al 1999 in un settennato di scontri politici acutissimi che non hanno risparmiato né la sua persona né l’istituzione da lui rappresentata. Dell’aquila suddivide i discorsi per argomento e per cronologia; li contestualizza in chiave politica e sociale; li legge in modo letterale e in controluce. Ne emerge sia la denuncia senza mezzi termini e in tempi non sospetti degli errori e dei vizi di certa magistratura troppo disinvolta con l’uso delle manette e davanti ai riflettori delle tv; sia l’incapacità dell’organo di autogoverno della categoria di perseguire dall’interno abusi e sbagli; sia la strumentalità dei tentativi di certa politica di utilizzare errori e abusi dei magistrati come foglia di fico per coprire le proprie responsabilità morali e penali. ».
Tutto questo ci riporta alla attualità corrente, nel vedere il de bello della riforma, l’arroccarsi su posizioni di privilegio, sordi ai moniti del Presidente della Repubblica ; magistratura che va a tracimare sempre più nella politica.
Il 27 luglio 1994 Scalfaro disse: «Nessun potere deve sconfinare, pena il danno per i cittadini», ottime parole che alla luce dei fatti attuali sono totalmente disattese; non esistono più confini ma bensì uno sconfinare permanente dedito al protagonismo mediatico ed alla politica spicciola, di esempi ne abbiamo a iosa.
Visto le dichiarazioni del segretario del PD Pierluigi Bersani : «Innanzitutto basta parlare di dialogo in politica, perché «dialogo» è una parola malata e non si capisce mai cosa vuol dire. Se significa confronto in Parlamento, allora bene, bisogna sgombrare il campo da ogni ipotesi di riforma fatta non nell’interesse dei cittadini».
Allora per farlo”contento”, visto che vuole discutere solo dopo che sia tolta la pregiudiziale del processo breve, fargli la sorpresa di presentare il disegno di legge che presentarono due volte ; allora ci sarà da sorridere nel vedere la costante vacuità dell’opposizione e dei suoi sodali nelle istituzioni.

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2 commenti

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    Lisa scrive:

    MI piace…..

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    il passatore scrive:

    Più che corsi e ricorsi stiamo nella palude dove è affondata ogni parvenza di giustizia.

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