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Dic
13

da Facebook un link di Daniela Res Vanellope Carta


Giacché ogni volta che apro la bacheca di FB mi viene una sincope e le budella mi si contorcono nel leggere le maledizioni dei sedicenti “manifestanti”, contro chi si ribella a questi bifolchi e alla violenza a cui sottopongono commercianti e gente comune, copio la risposta che ho dato ad uno di questi post:
Io dovrò pure morire gonfia, ci sta. Però nel mio guadagnare 600 euro al mese, avere un figlio, ed avere un conto in banca a dir poco ridicolo, non mi sono mai sognata di andare a minacciare nessuno e mai mi sognerò di farlo. Per di più, per rispetto almeno della memoria storica di chi la vita l’ha data per combattere contro dittature e mafie, mai e poi mai andrò a manifestare spalla a spalla con un fascio o con chi ha il coraggio di mettere in giro volantini che si concludono con “viva la mafia”.
Io nel mio essere egoista e ignorante, mi rifiuto di auspicare per un governo militare e non voglio sottostare a nessuna imposizione da parte di un gruppo di bifolchi, che si sentono in diritto di dare fuoco al carico di alimentari di un povero disgraziato che ha il banchetto al mercato e che ogni giorno si alza ad orari improponibili, per mantenere la sua attività, i suoi dipendenti e la sua famiglia.
Può darsi che io sia ottusa e meriti di finire calpestata da queste emerite merde, ma lo farò a testa alta, con la coscienza pulita e fiera di essere sempre stata coerente.
Non ho mai votato Berlusconi, non ho mai votato i 5 stelle, non ho mai dato fiducia a chi prometteva l’impossibile, ho sempre ragionato con la mia testa (talvolta sbagliando, ma pur sempre in autonomia ed avendo il coraggio di modificare punto di vista e cambiare direzione) e pur ripudiando gli atti di violenza di quella stessa categoria che oggi viene tanto osannata perché levando i caschi, avrebbero dimostrato di essere come noi, non ho mai scritto ACAB sui muri o nei social network.
Sono una cittadina onesta, sono fiera di ciò che sono, e nel mio piccolo cerco di vivere dignitosamente e mi sbatto all’inverosimile per garantire alla mia famiglia il meglio che posso.
E lo faccio senza per questo dover ledere i diritti altrui.
C’è più dignità nel mignolo di ognuno di quei commercianti minacciati, che hanno subito questa protesta come un sopruso, che in tutta quella folla di ciarlatani che ha bloccato il traffico e devastato il centro.
Vuoi conoscere il livello di crisi che c’è in Italia? Vieni da me in negozio, ti prego. Vieni a vedere quanti sono quelli che con la destra ti danno un curriculum scritto con il culo, e con la sinistra ti lasciano 600 euro per comprare una console (se non due) di nuova generazione.
Ti prego, vieni a vedere. Vieni a fare la conta di quelli che mentre ti dicono che sono disoccupati, mandano un sms dall’iphone 5 preso a rate.
Ancora, ti invito a fare la conta di quanta gente viene chiamata per fare un colloquio e ti risponde che il sabato e la domenica non sono fatte per lavorare.
Io non discuto il fatto che siamo ridotti alla miseria, che una grossa fetta di questo paese sta male, lo so, lo vivo, lo vedo su me stessa, ma non mi si dica che tutto questo era necessario o pacifico, perché non è vero.
Vogliamo dare un segnale pacifico? Allora smettiamo di intasare i centri commerciali nel W.E. a favore dei piccoli commercianti, che durante la settimana e il sabato sono aperti, e muoiono dalla voglia di avere i negozi che traboccano di gente.
Andiamo in centro a fare due passi, a sentire l’aria fredda sul viso, anzi che chiuderci (ancora una volta) nel centro commerciale.
Smettiamo di prendere a rate il superfluo, anzi smettiamo proprio di prendere il superfluo se non ci bastano i soldi per mettere insieme il pranzo con la cena ed evitiamo così di indebitarci fin sopra i capelli.
E soprattutto spiegatemi com’è, che il più della gente che ho visto presa bene per questa manifestazione, ha una situazione economica che io assolutamente invidio, con tanto di casa di proprietà e più di una carta di credito, non si fa mancare feste, vacanze, apericena e shopping selvaggio.
Vado a morire gonfia…Ma voi e la vostra incoerenza, nel frattempo, fatemi un favore, eclissatevi, disperdetevi come un peto fetente nel vento.

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