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Mag
21

Da peccatori a debitori

marcello_veneziani


“Al posto di Dio, dicono, c’è il Denaro. In realtà, l’adorazione del Vitello d’oro, di Mammona, e anche la loro denuncia, risale già all’epoca precristiana. L’idolatria del denaro è antica; quel che ha preso il posto di Dio nella nostra epoca è il Capitale finanziario, ovvero lo stadio teologico dell’Economia globale in cui si fa astratta e invisibile, imperativa e tassativa, si separa alla realtà delle cose e si lega al controllo del tempo, mediante il credito. In assenza di eternità, chi dispone del tempo è Signore.
Si separa pure dall’oro e dalla riserva aurea, non ha parametri fuori di sé, si fa entità metafisica autonoma.
Cadute le altre sovranità, l’economia si fa sovrana assoluta, universale, misura di tutte le cose e trasferisce la fede nell’aldilà nel credito; l’ultimo, minuscolo aldilà e terra promessa. Le banche sono le sue cattedrali, le borse i suoi sinedri, le agenzie di rating il suo Sant’uffizio. L’interesse non ha più il senso di un rapporto tra esseri, inter-esse, ma tra tempo e denaro. Il credente è ridotto a creditore; il peccatore a debitore. La sua fede usura.”

MV, Dio, Patria e Famiglia dopo il declino (2012)

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