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Nov
13

« Dal choosy al menefreghismo il passo è breve »

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i ha fatto riflettere, quanto è accaduto a Roma ad manifestazione ufficiale degli studenti, per loro brave ragioni di protesta, oscurata da un flash-mob (vedi mandria da network) per sollazzarsi alla danza ritmata del “Gangnam Style” ; cioè melodia da neurodeliri del rapper sudcoreano PSY.
Quindi, dalle stime fatte di 30mila danzatori e 50mila protestanti, emerge un dato di fatto inquietante, che una parte di gioventù se ne sbatte altamente delle problematiche della loro età ; non vi è la stessa sintonia d’onda per qualcosa di più serio, di riuscire ad unire le volontà ad un rinnovamento.
Da noi non vedremo mai una Primavera Araba, come fu fatta in piazza Tahrir, abbiamo di contro una massa imbelle che trova più gratificante farsi vedere o leggere su Facebook o su YouTube ; una sorta di rito orgiastico per apparire ed avere quella manciata di secondi, per una risibile notorietà.
Sperare di rivedere dei moti studenteschi, capaci di portare vanti una dialettica costruttiva, e costringere a fare pulizia nella “casta parassitaria”, tanto politica che nella P.A., è pura utopia, per molti di loro, come dice la ministra dalla lacrima facile, sono “choosy”, io invece penso che via sia una massiccia dote di menefreghismo.
Ad oggi, sono loro a pagare il prezzo maggiore per un futuro quanto mai incerto, dopo decenni da cicale adesso ci si ritrova col nulla e dalle prospettive quanto mai incerte ; questo era ed è il momento di farsi sentire come la parte nobile del paese.
Questa generazione, sta ancora vivendo il mondo favolistico del consumismo, un mondo dove per arrivare si vendono i valori, perdendo di vista la realtà dei fatti avviandosi verso la più fosca incertezza.
Sintomatico un commento di una giovane partecipante : «Non era meglio venire a dare man forte al corteo della scuola pubblica? L’istruzione va a rotoli, il lavoro non c’è per nessuno, ci stanno facendo un mazzo tanto e voi ballate? Potevate ballare al corteo con noi !».
Che dirgli, se non che a tanta ragione, oggi l’istruzione è il bene più prezioso per il futuro di una nazione, e con la cultura ci mangiano le future generazioni, checché ne dica un pseudo ex ministro dell’economia.
Quando si è sentito dire : “Non abbiamo soldi, spegneremo i riscaldamenti nelle scuole”, non vi è venuto a mente della faccia tosta che hanno, questi personaggi sono restii ad ogni larvata idea di perdere i loro benefit ; questo era il momento di saltellare, aggiungerei con nutrito lancio d’uova possibilmente marce.

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