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Feb
27

« Dal governo tecnico alla III° Repubblica »


Visti i 100 giorni gli autoincensamenti, plausi ed applausi a scena aperta mondiale, questo ‘premier tecnico’ ed i suoi ‘ministri tecnici’ hanno conquistato l’immaginario elettorale.
Anche perché, i partiti ornai si sono dissolti nel pantano creato in questi ultimi anni, lacerati dalle loro correnti interne e dai soliti bastian contrari, non hanno più uno straccio di credibilità, andare al voto oggi in queste condizioni sarebbe un gioco al massacro. Nel bene o nel male qualcosina stanno facendo, ma ancora ai verbi difettivi una vera e sostanziale riforma, una serie di pannicelli caldi tanto per coprire le pustole del malgoverno che ha imperato tanto da destra che sinistra.
E quel che è di bello, che hanno anche l’arroganza e la supponenza, di farsi parte diligente quando prima latitavano tutti, il solito gioco delle parti e del do ut des ; con i risultati drammatici che abbiamo subito sulla nostra pelle, della crisi nascosta subdolamente.
Però questo governare tecnicamente, non può esimersi di guardare ai cardini fondamentali della nostra costituzione, cioè :
Art.1 – L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
Art. 3 – Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Il lavoro a quanto pare è un nodo gordiano tra governo, parti sociali, sindacati e Confindustria ; a sproloquiare su un articolo perdendo di vista i reali e veri problemi dell’occupazione ; di trovare soluzioni ed alternative alla continua emorragia di posti di lavoro.
Traccheggiare e perdersi dietro estenuanti bizantinismi dialettici, fa solo che peggiorare la situazione, visto la continua delocalizzazione d’imprese e la chiusura per lo strangolamento del credito e le rapacità vessatorie del fisco.
Sull’art.3 della nostra costituzione, se l’attuale ministro non dà una profonda ripulita a tutte le nefandezze di leggi ad personam perpetrate in questi anni, sarà ben difficile dire che sia eguale per tutti, al momento c’è la giustizia dei ricchi, potenti e politici poi quella dei poveri cittadini ; divise da un abisso profondo.
Però a tutto ciò, serve quel famoso coraggio per ridimensionare i privilegi e la mostruosa voracità della ‘casta’, siamo il ridicolo mondiale per sperpero di denaro pubblico, ma non solo ma si pagano stipendi, vitalizi e pensioni da nababbi che non esistono in qualsiasi altro paese civile.
Mentre, chi lavora col sudore della fronte, ha stipendi lordi tra i più bassi , secondo una rilevazione di Eurostat, per non parlare poi dello stato di povertà di migliaia di pensionati che possono solo sopravvivere
Questo governo, sarà sicuramente il traghettatore, per portare il nostro paese alla III° Repubblica, ma di certo questa classe politica è ormai bollata per essere la peggiore della storia repubblicana, presentarsi con un vero programma ed una vera compagine è pressoché impossibile.
Altrimenti saranno praterie aperte per liste civiche, movimenti populisti, i soliti tribuni pronti a tuonare su tutto e tutti, portandoci ad una deriva incontrollata, con conseguenze facilmente immaginabili.

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