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Apr
02

Dalla rete si legge di Enrico Mentana


Facciamo ordine: come purtroppo è stato fin troppo facile prevedere si è scatenata la bagarre politica attorno alla questione Ong-migranti. È un tema forte, e lo conferma anche il fatto che provochi tante passioni anche qui sui social. Si fa il tifo “a prescindere” e si capisce che per molti il caso in sé è solo un episodio dello scontro su invasione/accoglienza. È chiaro che tra chi crede alla bufala del piano Kalergi e chi segue l’insegnamento di papa Francesco c’è una distanza incolmabile. Io – per quel che conta – credo che chi dice “chiudiamo le frontiere, arrivino solo in aereo quelli che sono in regola” sia debole di idee e privo di cuore; ma anche chi dice “abbiamo il dovere di accoglierli tutti” ha un cuore enorme, ma seri problemi cognitivi. Accogliamone quanti possiamo, con solidarietà ripartita con gli altri paesi Ue, e solo tra quanti ne hanno diritto: questa – come detto mille volte – è la via più seria. Ma in questi giorni la partita è un’altra, e di mezzo ci sono non i migranti ma coloro che li soccorrono per missione umanitaria. E qui è esploso l’odio mal represso per le Ong, paragonate alla cooperativa di Buzzi e Carminati, colpevolizzate in radice: soccorrono i migranti, ed è impossibile che lo facciano solo per far del bene. Lucrano, rubano, si arricchiscono. So bene che molti diranno: ma nessuno ce l’ha con quelle benemerite. Ma chi ha fatto le pagelle delle Ong, chi decide quali sono quelle buone e quali le “sospettabili”? Stiamo alle reazioni dell’Unicef, che forse le conosce meglio degli enciclopedici da tastiera, e che ha avuto le parole più dure, o di Medici senza Frontiere o di Emergency (le ho linkate ieri). Nessuno dà la minima sponda (“noi no ma forse altri sì”). Eppure lì sul campo ci sono loro. In tanti hanno citato il “famoso” rapporto di Frontex sui taxi del Mediterraneo: lo mostro qua in basso, e come potete leggere non c’è né quella locuzione né alcuna accusa o ipotesi di legame tra Ong e trafficanti.
Perché allora questa bufera? Per la denuncia del procuratore di Catania. Premesso che in un mondo ideale una procura della Repubblica le denunce le raccoglie, non le fa, è purtroppo davanti agli occhi di tutti che ci si sta accapigliando su quel che il magistrato ha detto senza produrre alcun elemento, senza fare riferimento a casi specifici e senza tirare in ballo nessuna organizzazione, alludendo a prove non riproducibili e quindi senza valore processuale. Un risultato possibile di tutto questo è che, se non sarà acquisito nessun elemento probatorio, resterà per sempre il sospetto contro il mondo degli aiuti umanitari e il mito del grande magistrato a cui si è impedito di fare luce sul grande scandalo. Per questo al procuratore Zuccaro, che ha fatto una caterva di errori comunicativi gravi, vanno comunque dati tutti gli aiuti possibili per un’indagine seria, che non dia alibi a nessuno. Poi alla fine si giudicherà. Nel frattempo, sarà almeno il caso di aprire un fascicolo contro ignoti, visto che qualcuno ha già emesso le sue sentenze…

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