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Dic
02

Dalla rete si legge di Scanzi Andrea


Ieri ho visto il confronto tra Calenda e Borgonzoni a Piazzapulita. In diretta non lo avevo visto, per il semplice fatto che non guardo quasi mai talk politici: ci partecipo, ma è raro che li guardi. Sono fatto così: in tivù guardo solo sport e serie tivù. In redazione mi avevano però accennato a questo duello. Così l’ho guardato. Lo trovate integrale qua sotto.

Ecco: è sconcertante. Poche volte ho assistito a un tale dislivello abissale di competenza. Sarà che vado in tivù solo se ho cose da dire e so di cosa parlo, ma se avessi raccattato la figura che ha raccattato giovedì la Borgonzoni non uscirei di casa per sei anni e mi vergognerei come un Orfini ignudo in chiesa. È stato un “massacro” allucinante. Calenda può piacere o non piacere, l’ho criticato spesso e di sicuro non sono un suo elettore, ma in questo confronto sembra Tyson dei bei tempi che infierisce (peraltro con garbo) su Memo Remigi legato e bendato. La parte sul Mes, in particolare, è al-lu-ci-nan-te. La Borgonzoni ripete il suo compitino (sbagliato) come l’interrogata che non ha studiato nulla e annaspa tragicamente di fronte al professore: una sorta di mix straziante tra Boschi, Picierno e Castelli. Però peggio (se possibile). Vi giuro che ho faticato ad arrivare alla fine, perché non credevo ai miei occhi. Come non riesco a credere che davvero metà elettori – o giù di lì – dell’Emilia Romagna intendano affidare la loro regione a una simile amministratrice: senz’altro bravissima ragazza, non lo discuto e un po’ la conosco pure, ma certo non in grado di amministrare l’Emilia Romagna.

Questo paese sta raggiungendo livelli di rincoglionimento davvero fuori scala. Mamma mia.

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