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Mar
25

Dalla rete si legge su Facebook

dallarete01


Facebook ogni volta che apri la pagina ti chiede cosa stai pensando; questi sono tempi duri, il paese è in guerra contro un nemico perfido ed invisibile e, ricordo a tutti, pensateci, nel paese non ci sono più attive quelle forze sindacali e di partito che UNA VOLTA tenevano alta la sorveglia democratica nel paese.
Sì, questi sono tempi in cui, lo squallore degli sciacalli, la puzza dalle fogne, la merda dei cervelli senza onore e senza dignità, esce allo scoperto sulle onde della vomito fascista, QUELLO VERO, da non confondersi con le LEGITTIMA E COSTITUZIONALE OPINIONE DI UNA DESTRA DEMOCRATICA E LIBERALE, e tenta di abbracciare e rinfocolare il revanchismo fascista di quei dittatorucoli da 4 DENARI che fondavano REPUBBLICHINE sul sangue dei loro fratelli.
Eccone un esempio e meditate gente, meditate! :
“I decreti non servono a nulla, sono pallottole di sale quando metaforicamente servirebbero quelle vere”. È sabato notte. Il premier Conte ha appena finito la sua diretta Facebook. Ha annunciato nuove restrizioni a causa del coronavirus che da mercoledì, Confindustria permettendo, entreranno in vigore. E sui social appare un messaggio. A firmarlo il “comandante Alfa”. È un nome in codice per nascondere la sua vera identità, si legge nel take di Adnkronos, l’agenzia di stampa nazionale che ha riportato e rilanciato il suo messaggio. Al di là dello schermo, nella vita reale Alfa è “fondatore dei gruppi speciali del Gis, le teste di cuoio dei carabinieri, da anni in pensione e non più in servizio nell’Arma”.
Sabato notte, sul suo profilo Facebook ha lanciato in messaggio che lui definisce un “grido di dolore”, ma molti è sembrato un proclama. Eversivo. Dentro c’è di tutto. Dalla peggiore retorica “anticasta” all’armamentario ideologico della destra contro quelli “che salendo sulle navi pirata avete incensato e legittimato l’aggressione ai nostri militari della Guardia di Finanza”. Dagli anatemi contro “le sardine e i centri sociali sempre pronti a scendere in piazza contro e mai per?” ai commenti machisti contro “le signore con le gambe accavallate che spopolavano in tv difendendo o attaccando a destra e a manca”.
Affermazioni derubricabili a chiacchiere da bar trasferite su bacheche virtuali adesso che i locali sono chiusi per decreto, se non fosse per un passaggio: “Siamo un Paese in emergenza, in guerra. Sì, in guerra, i decreti non servono più a nulla, sono confusi, servono a indebolirci e non a rinforzarci. Sono pallottole al sale quando metaforicamente servirebbero quelle vere”. E poi dal comandante è arrivato un invito, non si comprende bene rivolto a chi. “Schierate l’esercito, istituite il coprifuoco, chiudete i confini, i porti, sigillate il nostro paese all’Europa che ci ha lasciati soli e che ci ha presi in giro senza che nessuno dei nostri governati ci abbia difesi”.
E magari è un caso o magari no, ma pochi minuti dopo un noto opinionista della destra nazionale, Matteo Valléro, su Facebook ha scritto: “Il popolo italiano invoca il generale Salvatore Farina, capo di Stato Maggiore dell’esercito italiano perché prenda immediatamente il controllo della crisi, deponendo il presidente del Consiglio e assumendo il comando, per risolvere questo gravissimo momento, a cui è ormai noto a tutti che l’attuale governo non è in grado di porre rimedio. Ogni giorno che passa è tempo sprecato, nel nome della Nazione, Generale, intervenga subito prima che sia troppo tardi”.
Non più di dieci minuti ed è intervenuta l’Arma per prendere le distanze dal suo ex comandante. Sempre tramite Adnkronos si è saputo che “si sta valutando la possibilità di adottare provvedimenti nei confronti del militare che è in quiescenza da tempo”. Ed anche il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, non ha esitato a bollare come “gravissime e inaudite” le parole del comandante Alfa. “Le condanno con tutta la forza, pur se pronunciate da chi è in congedo da anni. Le forze armate – ha fatto sapere il ministro – sono presidio a servizio del paese e delle sue istituzioni democratiche. Come anche in questa emergenza stanno dimostrando”.
Anche Valléro si è subito affrettato a fare un pubblico passo indietro. E dopo aver fatto sparire il post con cui invocava la presa del potere da parte dell’esercito, lo ha sostituito con un messaggio di tono contrito in cui si legge “faccio a tutti le mie sentite scuse, per il post che ho pubblicato ieri sera, se ho offeso qualcuno o urtato le sue sensibilità, non era mia intenzione e ne sono desolato. Ci tengo a sottolineare che era un mio pensiero PERSONALE e solo personale, non ho parlato per nessun altro che me stesso”. Un messaggio dettato da emozione e confusione, si giustifica. “Sull’onda dell’angoscia che mi porta questa situazione drammatica ho pensato che il nostro amato esercito potesse aiutarci con la sua esperienza, ma mi rendo conto di aver esasperato i toni” scrive, per poi specificare: “Nessuno, ripeto nessuno, tanto meno il sottoscritto, si sognerebbe mai di evocare lo spettro di un colpo di Stato”.
Su tutto è calato il silenzio. Ma tra amministratori che invocano l’esercito, Comuni blindati dietro barriere di cemento, sindaci che invocano i check point in autostrada e progressive restrizioni delle libertà personali, queste sono parole che suonano inquietanti. (Alessia Candito; Repubblica; ndr).

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