BLOG : La voce di quasi tutti

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Lug
20

Dalla rete si legge Facebook di Anna Mazzone

dallarete01


Ve la ricordate la guerra al burro? Io, da cultrice della materia, si, me la ricordo. Per anni ogni volta che ho comprato una tavoletta di burro danese salato mi sono sentita in colpa. Il burro faceva male, faceva venire cancro e infarti, e se ti andava bene ti ricoprivi di buccia d’arancia pure sugli zigomi. Fior di studi scientifici dichiaravano la guerra al burro, pompando – come effetto diretto – la vendita di margarine vegetali senza grassi animali. Quando avevo venti anni mangiare una fetta di pane con burro e marmellata equivaleva a una specie di trasgressione. Chi consumava burro sfidava la sorte e aspirava a morire giovane. Ma passano gli anni, la vita media si allunga e il Time mette in copertina un delizioso ricciolo e ci viene a dire che tutto il terrorismo psicologico sul burro era infondato. Intanto le aziende di margarina hanno fatto bei soldi con la guerra al burro, onde poi scoprire che tutti gli studi scientifici erano forzati, inesatti, non corretti. Ecco, ora leggendo la posizione dell’Onu sul Parmigiano mi è tornata in mente la copertina del Time. Consiglio quindi alle Nazioni unite di dibattere di cose più serie e pressanti per la salute del genere umano, invece di favorire questa o quella industria e poi passare all’incasso delle varie lobby. Insomma, Ebola first. Il Parmigiano può attendere.

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