BLOG : La voce di quasi tutti

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Giu
14

Dalla rete si legge Facebook di Antonino D’Anna

dallarete01


Per favore, non postate foto degli italiani che andavano in America o in Argentina se non sapete che cosa sia stata la nostra immigrazione lì.
Prima imparate che cosa sia stata Ellis Island,
imparate che cosa volesse dire diventare cittadino americano o canadese, e a quali condizioni,
imparate che se a Toronto ti beccavano a mendicare ti mettevano sulla prima nave per l’Italia, e nessuno diceva: “Canadesi razzisti”,
imparate che a Broccolino i nostri lavoravano duramente e dovevano rispettare le leggi se volevano restare in America. E non erano rose e fiori,
imparate che in Canada lo Stato ti controllava ed ogni occasione era buona per chiederti documenti e quant’altro,
imparate che lì chiagnifottismo buonista non ce n’era, e se ti rispedivano in Italia erano cazzi tuoi,
imparate tutto questo, imparate che avevamo il passaporto rosso e cinquanta lire per Broccolino con un biglietto di terza classe, senza telefonino, senza assistenze di alcun genere ma sempre con il controllo dello Stato.
E allora capirete che quando si emigra bisogna essere pronti a rispettare delle regole.
E sentirsi dire anche di no.
O farsi sparare addosso come a Ceuta per poi ascoltare il governo spagnolo parlare di “responsabilità penali” per 630 disgraziati respinti dopo che ne abbiamo accolti a migliaia mentre gli altri se ne fottevano,
O essere presa, tu donna incinta, da un paio di gendarmi e sbattuta giù dal treno a Ventimiglia, tu francese che stasera definisci “vomitevole” la nostra politica, voi che andavate a ridere di noi nei consessi internazionali e insegnavate “decenza” nei rapporti politici,
O andare a violentare e molestare donne al capodanno di Colonia, perché le tedesche sono gnocche e si sa che chi non tromba a Capodanno…
O andare ad aprire lo spray al peperoncino mentre gioca la Juve in Champions in una piazza di Torino, “per rapinare la gente” e farci lasciare la pelle ad una povera disgraziata colpevole solo di essere là a guardarsi 90 minuti di calcio.
Questo, e molto altro. Tipo morire condannati da un tribunale come Sacco e Vanzetti perché semplicemente italiani. Nessun migrante in Italia è stato mai mandato a morte da un tribunale perché migrante.
Pensateci, ogni tanto.

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