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Set
23

Dalla rete si legge Facebook di Davide Faraone

dallarete01


Che Salvini si accorga solo adesso degli arrivi dei barchini mi fa tenerezza. Quando poi accusa i suoi successori, definendoli complici o incapaci e ignorando, forse perché troppo occupato al Papeete, che quand’era ministro s’è consumata la più grande processione di barchini e di sbarchi fantasma, allora capisci che la propaganda gli ha fatto perdere persino il senso della realtà, i principi elementari della matematica, quello per esempio di mettere in fila i numeri. E i numeri non tradiscono, non vanno in vacanza, non bevono mojito. Sono lì, a inchiodare chi vorrebbe nasconderli. Il saldo di giugno sugli sbarchi fantasma (mentre Salvini era ministro dell’interno) ci racconta che il totale degli arrivi è stato paragonabile ai livelli precedenti alla crisi libica del 2011. In una sola settimana oltre 1000 sbarchi. Così come, nei primi quattro mesi del 2019, sono quasi triplicati i migranti giunti attraverso la rotta balcanica ed entrati a Trieste: da gennaio ad aprile le accoglienze sono state 664, contro le 248 del 2018. Di tutto questo, Salvini non si è accorto. Come non si è accorto che a giugno a Lampedusa sono arrivati senza clamori 26 barchini, corrispondenti a circa 500 migranti. Sbarchi che però non potevano essere pubblicizzati, la propaganda salviniana lo proibiva, “non se ne poteva parlare”, dice il sindaco di Lampedusa. Si doveva parlare h24 di Sea Watch, di Diciotti, di Mediterranea, ma niente sbarchi fantasma.
Ora sì, dobbiamo parlarne, non nascondere nulla ma soprattutto dobbiamo in fretta cercare una soluzione.

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