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Giu
28

Dalla rete si legge Facebook di Emilio Mola

dallarete01


“Ha ragione Giorgia Meloni. La Sea Watch viola le regole. Bisogna affondare la nave e arrestare tutti, essere inflessibili con questa gentaglia qui che si è messa in testa di salvare vite violando le sacre leggi italiane. Le leggi di noi italiani, popolo che del rispetto della regole ha fatto la sua caratteristica più nota nel mondo.
Il Paese con la più alta evasione fiscale d’Europa. Il Paese con la corruzione più diffusa in Europa. Il Paese di Cosa Nostra, della Ndrangheta, della Scu, della Camorra. Il Paese dei falsi invalidi, dei furbetti del cartellino, del quartierino, del rimborsino.
Il Paese che vota in massa un partito che l’ha derubato di 49 milioni, dopo aver votato per 20 anni un padrone poi condannato per evasione fiscale, idolatrato e difeso se per salvarsi dai processi si eleggeva avvocati e si faceva le leggi.
Il Paese di Tangentopoli, di Bancopoli, di Rimborsopoli. Il Paese con talmente tanti processi che nella sola città di Roma ci sono più avvocati che in tutta la Francia. Il Paese del tengo famiglia, del lavoro nero, del “con o senza fattura?”, dell’amnistia, dell’abuso, del condono fiscale, del condono edilizio, degli indultini, delle olgettine, degli Schettini.
Questo paese qui, oggi, si sveglia tutto d’un tratto legalitario. Inflessibile. Rigoroso. Intransigente. Inamovibile. In piedi sulla cattedra a dare lezioni di diritto e di rispetto delle regole.
Ci è venuto il torcicollo a furia di girarci dall’altra parte per non vedere tutto quello che ci succede attorno. Siamo diventati ciechi a furia di chiudere occhi davanti ai potenti, ai ricchi, ai padroni.
Però adesso co sti quattro disgraziati colpevoli di essere scampati alla morte ci mettiamo a invocare il rispetto della legge. Eh, Giorgia Meloni? La nostra legge, quella che ci conviene. Non quella del mare che stabilisce che le persone salvate in acqua vanno portate a terra. O quella dell’umanità, che stabilisce che non possono essere portate in un Paese in guerra dove è aperta “la caccia al nero” (la chiamano così, “caccia al nero”), per torturarli e farsi dare dalle famiglie i soldi del riscatto.
Sono italiano. E sono orgoglioso di esserlo. Il mondo ci diceva che eravamo furbi, ma anche che avevamo un cuore grande così. Gli italiani: il popolo dell’accoglienza e del sorriso. Del posto a tavola in più, perché dove si sta in quattro si sta anche in cinque.
Adesso cosa siamo invece? Cosa vediamo? Solo odio contro gli ultimi, vomitato da penultimi indottrinati da ricchi e potenti politici di professione che stanno devastando la nostra umanità nel nome del voto e del potere. Distraendoci con 4 disgraziati, per non vedere chi ci deruba veramente il futuro.
Adesso pure l’anima.”


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