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Feb
28

Dalla rete si legge Facebook di Franco Marino

dallarete01


Tutti hanno diritto ad avere paura di battersi ma esiste un momento in cui battersi non è più una scelta ma diviene un obbligo.
Quel momento arriva quando ti rendi conto che l’alternativa è quella di soccombere ad un nemico che vuole depredarti e non avrà certo pietà della tua paura, anzi.
E’ noto che una delle qualità di un combattente sia la capacità di sentire la puzza della paura a distanza di migliaia di chilometri.
I nemici, tanti, che il nostro meraviglioso paese ha, sentono la puzza della paura che percuote le membra e lo spirito del nostro popolo.
A quel punto, chi ha idee per risolvere la situazione, chi ha dalla sua parte l’energia degli anni ancora verdi e decide di rimanere a guardare, casomai di dedicare qualche ora della sua vita a parlarne di certi problemi, ma di non agire, si trova dinnanzi ad un bivio: arriva a percepirsi come inutile e a quel punto coerentemente deve abbandonare il pulpito dal quale distribuisce le proprie idee, oppure decide di scendere nell’arena e battersi.
Se decide di non battersi, non viola alcuna legge morale o materiale, perché il coraggio come l’intuizione se uno non li ha, non può darseli. Ma perde un diritto morale: quello di sprecare le proprie energie a distribuire parole, tantopiù che si perdano nel vento.
Arriva un momento in cui un individuo che abbia passione civica, spirito patriottico, deve impegnarsi in qualcosa di concreto, che cambi le cose.
Per salvare se stesso e lo spazio in cui vive, oppure tacere e vivere una vita di espedienti morali e materiali, aspettando che si compia il proprio destino.
Quel momento è arrivato.

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