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Dic
02

Dalla rete si legge Facebook di Franco Marino

dallarete01


Se qualcuno si impadronisse di casa vostra, rubando tutti i vostri averi e, non pago, sputasse sulle vostre foto ricordo, sulle abitudini che hanno animato la vostra vita, sui motti e sui detti che vi rendono così dolce il ricordo di vostra madre e vostro padre, sulle tante cose belle che vi hanno insegnato e lasciato che dopo il loro ultimo spiro vanno ad unirsi allo struggente patrimonio dei vostri ricordi, bruciandole e diffamandole, la reazione sarebbe inevitabilmente e unicamente di odio, di voglia di vendetta, qualcosa che si può contenere quanto si vuole per opportunismo o per rassegnazione ma prima o poi è destinato ad esplodere con esiti improvvisi, urlando al mondo l’orgoglio delle proprie radici fino a quel momento soffocate.
La rifioritura dei nazionalismi è dovuta al medesimo percorso umano.
La narrativa mondialista, non paga di essersi appropriata dei forzieri locali, ha esagerato vomitando bile e sputando fango sulle nazioni.
Così essa si scontra oggi, nel venir meno il benessere, con la volontà di riabbracciare se non i propri padri che spesso non ci sono più, i propri ricordi terreno fertile di quei principi che accompagnano la nostra vita.
Il nazionalismo questo è, niente di più, niente di meno: voglia di ritornare alle proprie radici, sentirsi mancare il terreno sotto i piedi quando ci si accorge della viltà e della corruzione morale di chi ha cercato di estirparle.

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