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Mag
28

Dalla rete si legge Facebook di Franco Marino

dallarete01


L’Italia non solo può farcela a salvarsi ma può anche tornare una grande potenza.
Ma perché ciò avvenga, occorre che gli italiani capiscano che si dovrà affrontare una lunga fase conflittuale.
Non ci sono scorciatoie, non ci sono partiti che possano affrontare questa guerra sui binari della democrazia anche perché ormai è chiarissimo come l’attuale Costituzione sia il cavallo di Troia con cui i nemici hanno preso il controllo del nostro paese.

Questa guerra andrà condotta:
– Col cervello perché una rivoluzione si pianifica, non si conduce sulla spinta dei nervi, altrimenti tutto ciò che si otterrà è una rivolta popolare che il sistema mondialista, attraverso le sue truppe, può soffocare nel sangue senza fatica e dunque bisogna già avere pronta la società che prenderà il posto di quella attuale.
– Col cuore perché i poteri finanziari hanno dichiarato guerra alle nazioni e una guerra, con qualsiasi mezzo sia condotta, richiede anni di sofferenza, di rischi non solo per il nostro benessere ma persino per l’incolumità personale.

Occorre, in estrema sintesi, che tutti si rendano conto che la guerra per la salvezza della nostra patria non è un’opzione, non è qualcosa di cui farsi belli per poter sventolare narcisisticamente una posizione ideologica controcorrente né tantomeno è lo sventolio di cimeli e di bandiere.
E’ essenzialmente una guerra di sopravvivenza: delle nostre radici e dunque del passato per il quale i nostri antenati hanno perso la vita. Del nostro presente e dunque delle nostre esigenze primarie.
E del nostro futuro, ossia la speranza di dare ai nostri figli quel benessere che oggi più che mai appare compromesso.

Non possiamo sperare negli uomini nuovi che il sistema sforna per placare i nostri furori.

Lega e Movimento 5 Stelle sono stati fondati per raccogliere un malcontento reale e fondato per poi sterilizzarlo una volta raggiunta la maggioranza.
La strategia di questi due partiti è stata chiarissima: mostrarsi solidali con le ragioni degli sconfitti per poi additare loro nemici che non sono quelli reali.
Il Movimento 5 Stelle ha fatto credere al suo popolo che il problema fossero gli alti stipendi dei politici e non una Costituzione completamente inadatta ai tempi attuali, che anzi loro difendono, che rende impossibile qualsiasi governo che voglia cambiamenti radicali.
La Lega ha sventolato il pericolo realmente esistente di integralisti islamici e immigrati, dimenticando che quella è solo manovalanza messa lì da poteri forti sui quali la Lega mostra di non essere sufficientemente cazzuta.
Ma quello che sfugge al sistema, che questi movimenti li ha sponsorizzati e incentivati – con l’aria di volerli ufficialmente condannare – è che i drammi del popolo non scompariranno solo perché Di Maio e Salvini si presenteranno agli elettori con un utile idiota come Conte o Savona.
Quando tu hai convinto venti milioni di italiani che votando per te, le cose sarebbero cambiate, poi ti presenti da loro e dici “L’Europa e la NATO non sono in discussione” o peggio ancora “Vogliamo cambiarli da dentro” – cosa che non è possibile fare, perché chi ci ha provato ne è uscito distrutto – ottieni come risultato che questi venti milioni, i cui drammi peggioreranno ulteriormente negli anni a venire, vedendosi ingannati dalla politica, decideranno di credere solo a qualcuno disposto a ottenere certe cose con la forza.

Se Juncker e i suoi servi sparsi per l’Europa si illudono che sabotare la rabbia porterà la gente a votare di nuovo per la stessa partitocrazia che sta distruggendo le nazioni europee, avrà presto un’amarissima sorpresa perché scoprirà che prima o poi arriverà qualcuno che, legittimato dalla consapevolezza che il sistema ufficiale e democratico è retto da criminali, fonderà un movimento eversivo e clandestino e su base europea – cioè un’alleanza di movimenti eversivi sovranisti – che per radicarsi dovrà muoversi sott’acqua e avrà l’inevitabile complicità di coloro che sono stati distrutti da questa situazione, per poi sgusciar fuori all’improvviso come in una partita a poker, quando il sistema meno se l’aspetta.
Quello sarà l’unico momento in cui le cose davvero cambieranno.

Il sistema non va rassicurato, come dicono gli utili idioti protestatari assurti all’improvviso al bon ton e al low profile, senza che nessuno si chieda se non sia un teatrino prestabilito.
Il sistema cambierà solo se avrà paura di essere distrutto.
Perché è un sistema di criminali e delinquenti, che agisce per conto di entità finanziarie occulte, che mirano alla distruzione delle nazioni europee per trasformarle in stati clienti dell’oligarchia finanziaria.
Né tantomeno si può pensare di rassicurare chi sinceramente vuole il cambiamento.

In atto vi è una guerra ove o si vince o si muore.
Se l’Italia muore, muoiono tutti gli italiani: anche quelli che, opportunisticamente, oggi si schierano col nemico o, mentendo a se stessi, fingono di credere – per codardia e dunque per avere una scusa per non lottare – che il nemico abbia ragione.
Occorre più che mai oggi radicalizzare lo scontro: non tra destra e sinistra, non tra liberali e socialisti, non tra tifoserie di squadre sportive, non tra laici e cattolici, categorie farlocche inventate dai nemici per dividere il nostro popolo all’insegna del “divide et impera”.
Ma tra italiani e nemici della patria.
E’ questa l’unica guerra.

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