BLOG : La voce di quasi tutti

«

»

Giu
12

Dalla rete si legge Facebook di Mattia Madonia

dallarete01


Questo è un post del ministro dell’Interno della Repubblica italiana.
Il fattore che più inquieta è l’adescamento subdolo nascosto nel concetto “io sono come voi”.
Salvini posta un selfie mentre mangia un piatto di spaghetti. Se da un lato c’è la derisione di chi considera ridicolo un atto del genere, dall’altro c’è una maggioranza rumorosa che pensa: “Che persona semplice, mangia gli spaghetti proprio come noi!”.
E così Salvini insiste con la Nutella, con il Grande Fratello, L’isola dei famosi, foto strappalacrime dei figli, felpe con scritto FOGGIA, CATANZARO o PADOVA. È come il cantante che d’estate tira fuori il tormentone terrificante che parla di spiagge, sole, amore, con una base reggaeton. Pop, appunto. Si cerca l’orecchiabilità, e così fa Salvini. Lui non è altro che una versione ruspante di Baby K, con la differenza che quest’ultima non ha in mano le sorti della nazione.
Non a caso ha coniato termini come “professoroni”, un dispregiativo che non ha alcun senso di esistere, perché prende un aspetto nobile di una persona (la cultura) e la rende, agli occhi dei suoi seguaci, esecrabile. Per un semplice motivo: la cultura è pericolosa per lui, più di ogni altra cosa.

Pochi giorni fa ha usato questo stratagemma con Galimberti, reo di averlo criticato. L’ha dato in pasto al suo pubblico virtuale, che ha risposto rivendicando con orgoglio la propria ignoranza. Perché Galimberti “non è il popolo”, non mangia gli spaghetti come il Capitano, non guarda la tv e non fa nemmeno la cacca. A Galimberti dal culo escono teorie filosofiche e attici a Nuova York. Galimberti è un professorone, Salvini è la gente.
Provate a leggere i commenti di quel post: una sfilza di “fiero di essere ignorante”, “chi cazzo è Galimberti?”, “Radical chic pidiota”, ecc…
Bingo. Salvini non sbaglia una mossa, è questo il dramma. Sa come muoversi nella bambagia, sa come tessere le trame per raccattare i voti e inasprire la sua mistificazione perenne.
La sua pagina Facebook è un trattato di antropologia, andrebbe studiata. C’è tutto al suo interno.
Su 10 post:
-5 sono notizie di migranti che hanno rubato qualcosa in qualsiasi città italiana (vuoi fare il patetico? Bene, ti seguo. Il ministro dell’Interno sei tu. È colpa tua. I tempi dell’opposizione sono finiti). Questo per rafforzare la PERCEZIONE. Pericolo-aiuto-serve un sergente di ferro-ecco il Capitano!
-3 sono a tema gastronomico. Salvini mangia come noi comuni mortali. Si nutre, cazzo. Si nutre! UNO DI NOI.
-2 sono attacchi contro i suoi nemici. Mentre quelli dei grillini sono indefiniti (poteri forti, casta, scie chimiche), quelli di Salvini hanno un volto, un nome e un cognome. Mai era successo che un ministro dell’Interno alimentasse l’odio e spingesse i suoi avvelenatori di pozzi contro singoli individui. Fazio, Saviano, Boldrini, qualunque persona. Eppure, pensandoci bene, anche questa è una trovata vecchia come la morte: “Tanti nemici, tanto onore”. Il fascismo 2.0 in versione social network.
Salvini non è un politico, è un influencer. E in questo campo è imbattibile, non ce n’è per nessuno. Lui non vuole incarnare l’italiano medio, vuole plasmarlo a sua immagine e somiglianza fino a renderlo “l’italiano minimo”.
Ci sta riuscendo, perché parla un linguaggio comprensibile. Galimberti no. Cacciari no. Augias no. Loro sono i figli del Novecento e del suo lessico. Salvini parla una neolingua che in realtà è una necrolingua, già morta prima di nascere. La lingua del contorsionismo tra la fuffa e il niente, tra due negazioni. E meno per meno fa più, quindi più raschia il fondo, più Salvini trova l’oro. E loro: la sua gente, geneticamente modificata.
L’unico errore di Salvini è quello di non aver compreso la caducità dell’idolo, l’inevitabile declino dell’influencer quando arriva qualcuno in grado di influenzare di più. È arrivato il tramonto per Berlusconi, per Renzi, per il M5S siamo agli sgoccioli. Finirà anche la stagione di Salvini. In tempi brevi, si spera. Come un tormentone che al primo freddo non ha più motivo d’esistere. In attesa del prossimo, tremendo come i precedenti.

Media 4.00 su 5


Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato!


*