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Ago
08

Dalla rete si legge Facebook di Sandro Pecoraro

no border 2016


Questo è il pensiero di Alice Spagnolo che mi per permetto di pubblicare perché esprime esattamente ciò che penso e credo pensino in molti…
Ventimiglia. In un anno ne hanno combinate di tutti i colori, insultando le forze dell’ordine, occupando le strade e le piazze, intralciando il traffico e arrivando a creare accampamenti abusivi che hanno tenuto in ostaggio, tra gli altri, uno dei luoghi più belli e caratteristici della città: i Balzi Rossi.
Sono i cosiddetti “no borders”: uomini e donne, quasi tutti giovanissimi, che si sono auto-eletti difensori dei diritti civili dei migranti. Ma chi sono? Come agiscono? Fanno davvero il bene dei migranti?
La maggioranza dei “no borders” ha alle spalle una famiglia importante, tanto da poter definire quei giovani con le scarpe firmate ai piedi e gli indumenti di marca dei veri e propri figli di papà. Molti sono universitari (alcuni fuori corso), che arrivano l’estate, sempre durante i weekend, a passare il tempo manifestando a favore dei migranti. Ma il favore non lo fanno proprio a nessuno.
Aizzano gli animi di persone già stanche. Uomini confusi che la Croce Rossa accoglie in un campo dove possono avere cibo, vestiti puliti e un letto. Li convincono a seguirli, in massa, per poi lanciarli come carne da macello contro la polizia francese, alla frontiera, sapendo benissimo che verranno rispediti al mittente nel giro di poche ore.
Spadroneggiano solo in Italia, i no borders, perché sanno benissimo di essere intoccabili: provate voi a mettere la vostra macchina in mezzo ad una strada e ad occuparla per ore e ore, se non giorni. L’auto verrà rimossa e voi multati. E i no borders? Nulla. Possono fare ciò che vogliono quando vogliono. E lo sanno.
Li abbiamo visti in pineta, ai Balzi Rossi, ordinare pizze e fare feste persino con i soldi donati dal vescovo per “aiutare” i migranti. Li abbiamo visti tenere in scacco una città intera, bloccando tutte le strade proprio nei giorni in cui i commercianti speravano di tirare un filo di sollievo incassando qualcosa. Erano in mezzo alla strada, vestiti da pagliacci, ad insultare poliziotti e carabinieri, ai quali spesso e volentiere hanno augurato gratuitamente la morte.
Oggi alle 14,00 si sono dati appuntamento a Ventimiglia, di nuovo. Il loro mezzo di comunicazione è internet: per darsi appuntamento usano Facebook, diversi blog e anche la radio. Non è difficile nell’era del web, con un i-phone in tasca, tenersi in contatto.
Cosa accadrà domani ancora nessuno lo sa: i no borders, che saranno numerosi, sfileranno in città. Faranno il bene dei migranti? No. La Francia non aprirà di certo le frontiere perché sono loro a chiederlo. Anzi, i cittadini, stufi della situazione, inizieranno a prendersela anche con le donne e gli uomini accolti in città. Non è difficile capire che il clima è teso e la gente esasperata. E questo i no borders lo sanno benissimo: sanno di essere la goccia che farà traboccare il vaso. Vogliono esserlo. Resteranno impuniti anche questa volta? A salvarli, ci penserà papà?

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