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Nov
20

Dalla Sardegna di Barbara Calabrese

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A volte quando accadono determinate situazioni ci si rende conto di quanto piccoli siamo. Proprio l’altro ieri quando il ciclone si stava per abbattere sulla mia adorata terra (tutta, perché i sardi hanno la loro regione nel cuore a dismisura, con rari “odi” provinciali, sempre nel bene e nel male) ero ad Elmas in aeroporto poiché dovevo imbarcarmi alla volta di Milano. Ci venne annunciato che l’aereo era stato dirottato a Ciampino a causa di una “tempesta elettrica di vento” che non si avevano notizie a riguardo del ritardo. Fortunatamente siamo partiti con solo 25 minuti di ritardo ma in volo l’abbiamo attraversata in pieno, tant’è che ho avuto la sensazione che l’aereo abbia fatto poi un’altra rotta. Ma ovviamente si trattava solo di una sensazione. In volo abbiamo attraversato forti turbolenze, almeno sei o sette con continuo up and down nella perturbazione. Arrivata sana e salva a casa non avrei mai e poi mai pensato di vedere questa mattina tutto ciò che si è abbattuto. Impossibile provare ciò che sento dentro poiché chi ha nel sangue quella terra e il popolo gioviale sardo può comprendere il mio stato d’animo che vuole andare oltre le polemiche che ci saranno nei giorni a seguire, per sfociare poi in quelle trasmissioni del pomeriggio dove si cercheranno lacrime delle loro disgrazie per fare audience. E poi??
Come tutte le altre Italiche disgrazie, nel dimenticatoio.
Una classe politica che in questi giorni scriverà dei bellissimi discorsi di blablablacordoglio ma che già da poche ore stanno discutendo IN PARLAMENTO delle irregolarità dei processi a Berlusconi.
Domani si ricomincerà a parlare dello straordinario successo di Forza Italia e del suo cucuzzaro, che Vendola non c’entrava nulla col casotto dell’Ilva, tireranno fuori qualche plastico, e riesumereranno qualche morto per uno speciale di Quarto grado.
Forza sarda, tiriamoci su da soli e fanculo classe politica. Io non posso fare nulla qui a distanza di concreto, se non condividere i messaggi di solidarietà per le abitazioni disponibili ad ospitarvi e stare sul pezzo a denunciare ogni abuso perpetrato alla vostra e mia dignità ferita.

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