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Mag
25

Dall’Aventino a Montecitorio di Stefano Clerici


ORA DI PUNTA

Abbandonare le aule del Parlamento, in cui si è stati mandati a rappresentare cittadini elettori – come minaccia oggi la Lega ferita da un catastrofico voto elettorale – ha un preciso riferimento storico: si chiama Aventino. Come si legge in qualsiasi libro di storia, il 26 giugno 1924 i parlamentari dell’opposizione al governo fascista si riunirono in una sala di Montecitorio (oggi nota proprio come “sala dell’Aventino”) decidendo tutti insieme di abbandonare i lavori parlamentari finché il governo non avesse chiarito la propria posizione a proposito della scomparsa dell’onorevole socialista Giacomo Matteotti (il cui cadavere venne ritrovato due mesi dopo).


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