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Ago
30

Devastazioni di Nuccio Fava


ORA DI PUNTA


Scorrono le immagini del disastro sulle coste degli Stati Uniti che crea problemi anche alla convention dei Repubblicani a Tampa; la mostra di Venezia si apre con la storia di un giovane pachistano smarrito tra le macerie del crollo delle due torri: disastri naturali e ricostruzioni cinematografiche delle devastazioni che colpiscono gli uomini del nostro tempo. Ma lo scenario italiano torna ad essere dominato da un attacco politico e mediatico contro il capo dello Stato, con l’obbiettivo di distruggere la credibilità del punto più alto del nostro difficile equilibrio politico istituzionale, in un passaggio particolarmente delicato, alla vigilia delle elezioni e della scadenza del mandato di Napolitano.
La subdola manovra è sempre la stessa, anche se rilanciata con il massimo fragore e gli obbiettivi più inquietanti, nel mezzo di una prolungata polemica sui rapporti tra la Procura di Palermo e settori dei mass media: l’obbiettivo in ultima analisi resta quello della copertura che uomini delle istituzioni avrebbero fornito alla presunta trattativa Stato – mafia che sarebbe stata addirittura ostacolata nello svolgimento delle indagini da pressioni dell’ex ministro Mancino nei confronti del presidente della Repubblica.
Ipotesi già discutibile e tutta da dimostrare e che in ogni caso avrebbe leso le prerogative costituzionali del presidente della Repubblica sottoposto illegittimamente a registrazioni. Limpidamente e con tempestività il presidente Napolitano ha investito del problema la Corte Costituzionale per giungere ad una chiarificazione di fondo sulla natura e la portata dei poteri del presidente della Repubblica e degli altri poteri dello Stato. Non dunque una questione personale e limitata al caso concreto improvvidamente sollevato dalle iniziative della procura palermitana, ma un problema generale e più di fondo riguardante i rapporti tra i vari poteri dello stato democratico, il valore e i limiti della loro divisione ai fini di un corretto funzionamento dello stato di diritto e, in particolare della tormentata e cruciale questione dei rapporti tra magistratura e altre istituzioni. Nonostante la limpida posizione espressa sin dall’inizio da Napolitano, torna clamoroso il tentativo di gettare fango sul Quirinale e intorbidire tutto il clima politico e sociale del Paese, alla vigilia di scadenze impegnative.
Resta tuttavia la speranza non infondata che, proprio per l’equilibrio, il senso di responsabilità e la saggezza con cui Napolitano ha svolto il suo mandato, l’operazione limacciosa e inquinatrice contro il Quirinale sia destinata a sicura sconfitta. Perché di tutt’altro ha bisogno la nostra vita civile e politica, già provata da difficoltà e tensioni economiche e sociali.

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1 commento

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  1. Avatar
    Sanoj scrive:

    You really found a way to make this whole process esaier.

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