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Mag
13

« die große Koalition der Bananen »

V


isto che stiamo emulando la Germania con la “Grande Coalizione”, per farci notare ed evidenziare, era d’obbligo aggiungerci “delle banane” di chiara impronta berlusconiana ; dire che siamo una repubblica democratica è un eufemismo visto i personaggi istituzionali del Governo, della Camera e Senato.
Dalla fuga ignominiosa dal retrobottega, al celarsi sotto le mentite spoglie di un tranquillo pensionato, covava tutto il rancore per avergli tolto il potere di continuare a fare i propri interessi tanto economici che giudiziari, la resurrezione con le elezioni portandolo, con la benedizione del Colle, al Governo. Ed ecco, riapparire in tutta la sua virulenza, la boria e l’alterigia di chi aveva portato il paese al tracollo finanziario ; sotto le mentite spoglie delle larghe intese lo stesso modus operanti fatto con il governo tecnico.
Restare sino che gli fa comodo, alla prima avvisaglia di qualcosa di storto o non ottenuto, defilarsi alla coniglio vantandosi dei meriti altrui, e questo è quanto accadrà nei prossimi giorni a questo governo nomato giustamente “BerluscLetta”.
La manifestazione di ieri a Brescia ne è la prova lampante, dettare le sue desiderata dal palco con la velata minaccia di una crisi di governo se non accontentato ; per onor del vero sono le stesse storie che rivende ad ogni manifestazione con scenografie degne di un set a Cinecittà.
Ma la cosa abnorme, a detta di tutti, è vedere a fianco del televenditore d’Arcore ministri dell’attuale governo, in particolare quello degli interni che manifesta contro la Magistratura ; un paradosso tutto italico che nemmeno nei paesi più retrogradi può accadere.
Tra le tante esternazioni, una decisamente vomitevole, mettersi a paragone del compianto Enzo Tortora, come tra gli stracci e la seta, e lui non è certo seta ;
declamare con il ciglio umido da oratore consumato della riforma della giustizia.
Raggiungendo l’apoteosi dell’ipocrisia con : «E’ una necessità per gli italiani. Ieri sera ho visto le immagini Tortora quando diceva ai giudici “io sono innocente e spero dal profondo del mio cuore che lo siate anche voi”. Ed è questo il sentimento di tantissimi italiani che ogni giorno entrano nel tritacarne infernale della giustizia».
Ecco il video al quale ha ben risposto e sottolineato Gaia Tortora le differenze.




A proposito, forse per un lapus memoriae senilis, si è dimenticato che il Tortora rinunciò all’immunità per farsi processare, mentre lui cerca di coprirsene cercando aiuto nell’impedimento ; ben lungi di avere quell’onestà istituzionale di affrontare i vari processi.
Se questo governo doveva essere di larghe intese e pacificazione, viste le premesse ; non credo che abbia lunga durata, I fautori di questo ennesimo assist al partonza si sa bene dove trovarli, sono quelli che con le manine imberbi fanno farfallina vola vola e sanno dire solo no .

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2 commenti

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  1. Avatar
    Piero Paris scrive:

    PROCESSI INFINITI
    In Italia è molto facile rimanere intrappolati in uno di quei gironi danteschi creati da un sistema giudiziario irresponsabile che certo non ci fa onore.
    Basta un semplice sospetto, una parola detta, per sbaglio o volutamente, da qualcuno che non si conosce, un irrilevante indizio che non ha niente a che fare con le indagini in corso o trovarsi per caso nel posto sbagliato.
    Pensate a Giulio Andreotti. Anni di processi e miliardi di lire spesi per niente.
    Riflettete sul processo Enzo Tortora. I 10 miliardi di risarcimento li abbiamo pagati noi, non gli inquisitori che lo hanno condannato a morte, nonostante che tale pena non sia scritta sui codici.
    Pensate a Pietro Pacciani, il povero contadino di Mercatale che non aveva le risorse per potersi difendere. Anche lui condannato a morte per delle colpe che non aveva.
    Riflettete sul decesso dei fratellini Pappalardo, lasciati morire di stenti in quelle vecchie cisterne. Invece di credere al padre che indicava dove andare a cercarli, fu arrestato perché sospettato della loro sparizione.
    Meditate sull’ultima eclatante assoluzione di quella vittima costretta a subire 22 anni di carcere. I 60 e più milioni di euro richiesti per risarcimento, li dovremo pagare noi, non quei sedicenti tutori delle istituzioni.
    Riflettete sull’accanimento contro Berlusconi, tra i cui processi, quello di Ruby è il più ridicolo della nostra Storia.
    Pensate a quei tanti detenuti che da anni aspettano che si chiarisca se sono innocenti o colpevoli e a quei tanti suicidi che avvengono nelle carceri del Bel Paese.
    Meditate gente! Meditate in quali mani è finita la Giustizia Italiana!!!
    – da COCOMIND.com – La voce del dissenso

  2. Francesco Iagher
    Francesco Iagher scrive:

    In via di massina concordo appieno ma alcuni casi sono indifendibili, offendono l’intelligenza degli italiani.

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