«

»

Dic
06

Discuto Ergo Sum


Molto tempo fa Cartesio coniava il famoso detto “cogito ergo sum” (penso quindi sono) pur non immaginandosi che diversi secoli dopo, un modesto blogger stravolgeva il suo pensiero in un più banale Discuto Ergo Sum. Non avendo studiato il latino ma facendo un buon uso di internet (Google) potevo anche scrivere Altercor, ma mi limito ad un più banale ma meglio comprensibile Discuto.
Oggi, nella nostra società “moderna” il discutere e l’essere conflittuali con tutto e tutti (anche con noi stessi) è diventato un must. Se accendete la televisione tutti discutono, in auto si discute, al telefono si discute, si discute anche se non c’è nessuno con cui discutere perchè fondamentalmente se non si discute non esistiamo. Le più classiche sono le separazioni matrimoniali dove, all’indomani della bellissima cerimonia di matrimonio, il banchetto, le danze, il dichiararsi amore eterno dinnanzi a Dio o a un consigliere Comunale, ci si scanna nei tribunali per separarsi nella maniera più truce possibile, fino all’utilizzo di investigatori, dispetti, violenza di ogni tipo, anche in presenza di prole. Non ci possiamo fare niente: dobbiamo discutere. Ad alimentare il tutto ci ha pensato internet che ha fornito a molti di noi una fonte inesauribile di “conoscenza”. Si perchè mentre prima dovevi leggere, dovevi studiare, dovevi alzarti per andare a prendere un libro, oggi magicamente apri Google e trovi la soluzione o pseudo tale. Un pò come i nostri nonni quando dicevano: “l’ha detto il telegiornale!!” che all’epoca faceva vangelo. Ma perchè si discute e si entra perennemente in conflitto? Perchè oggi abbiamo tutto, tutto ciò che ci occorre, e la distanza tra il pensare una cosa e poi metterla in pratica si è ridotta al pari dello zero, non considerando tutte le variabili del caso. Ovviamente gli scenari che si aprono potrebbero essere innumerevoli, ma limitiamoci a quello più vissuto da tutti noi, quello che quotidianamente viviamo: il rapporto tra esseri umani. Una volta, prima di internet e dei telefonini c’erano le lettere, le cartoline, la cabina telefonica con gettone. Vi ricordate quando fissavamo un appuntamento? “Ci si vede domani alle 20, se c’è qualcosa sentiamoci stasera per telefono”. Fino alle 20 del giorno dopo, a meno di non vedersi prima, l’appuntamento rimaneva fissato e indelebile nel tempo senza che nessuno (a parte gravi motivi) lo potesse modificare. Oggi no. Gli appuntamenti sono frutto di una miriade di sms, mms, uozzap, viber, tango (e cash), e di numerose telefonate per riuscire a vedersi non il giorno dopo, ma tra due ore a pranzo o a cena. Oggi ci si telefona anche all’entrata del ristorante stesso perchè non ci siamo visti!!! Ed anche tra le coppie il risultato non cambia. Una volta fissavamo alla panchina, o sotto l’orologio e i minuti di “buio” erano sanciti da una trepida attesa. Oggi si parte con dei messaggi in codice, tvb, tvtb, mi manki (come se si fosse tedeschi), fino ad arrivare a vere e proprie discussioni per messaggio con una miriade di faccine (emoticon) come se noi fossimo diventati virtuali. Logicamente quando non hai il confronto diretto, vis a vis, quando non senti il tono della voce o non vedi l’espressione del viso, allora si che l’affare si complica. Se poi ci aggiungi il T9 o il completamento automatico delle parole la via verso il conflitto è ormai segnata.
Boh… chissà cosa penserà Cartesio di tutto ciò, lui il padre della ricerca della verità attraverso la filosofia, intesa come uno strumento di miglioramento della vita dell’uomo. Chissà… Sicuramente oggi Cartesio non nascerebbe, o non si formerebbe come tale, e forse sarebbe anche considerato pazzo. Certo leggendo quanto ho scritto forse un dubbio viene anche a me sulla mia sanità mentale… o forse sono stato momentaneamente impossessato dal Cogito Ergo Sum?

Media 3.00 su 5


Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato!


*