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Mag
17

Diversamente dimissionario di Stefano Clerici


ORA DI PUNTA


Sarà forse perché non sono ancora riusciti a superare la sindrome dell’assassinio di Kennedy, ma è un fatto che gli americani sono ossessionati dai complotti. Non solo quelli in casa loro, ma anche quelli in casa d’altri. Così dopo le “rivelazioni” del giornalista Alan Friedman (il presidente Giorgio Napolitano, udite udite, osò incontrare e parlare di politica presente e futura con il professor Mario Monti prima di nominarlo presidente del Consiglio), ecco arrivare il libro-scandalo dell’ex ministro del Tesoro statunitense Timothy Geithner, il quale ha affermato che nel 2011 alcune personalità europee fecero pressione sull’amministrazione Obama perché si adoperasse per far saltare il governo Berlusconi.


Una manna per l’ex Cavaliere, complottista in servizio permanente effettivo. “Vedete – ha immediatamente commentato – che vi dicevo? C’è stato tutto un movimento che era partito dal nostro interno ma poi si è esteso anche all’esterno per tentare di sostituire il mio governo, eletto dai cittadini, con un altro governo”.

Preso come non mai dalle sue fantasie in giallo, se ne guarda bene dal ricordare che in quei mesi il suo governo perdeva i pezzi, l’economia andava a rotoli, lo spread era alle stelle (altro che bufala!), lui raccontava le favole dei ristoranti sempre pieni, Tremonti dileggiava chiunque solo pronunciasse la parola crisi, la credibilità personale dell’allora Cavaliere era sotto zero. Insomma, il mondo intero ci rideva dietro.

E oggi Berlusconi ci dice che le sue dimissioni all’epoca sono state “responsabili, ma non libere”, accusando, come ormai gli capita sovente da buon complottista a tempo pieno, il presidente Napolitano di essere il capo dei congiurati. E Napolitano, probabilmente sempre più scocciato, è costretto a diramare note e comunicati per rispondere, garbatamente, che sono tutte fandonie.

Anche perché il primo a smentire il complottista è lo stesso complottista. Proprio sostendendo che le dimissioni del suo governo sono state “responsabili”. Per definizione, caro ex Cavaliere, un gesto “responsabile” è frutto di una libera scelta. O dobbiamo pensare che si è dimesso a sua insaputa?

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