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Gen
27

Domande a occhi chiusi di Ennio Simeone


ORA DI PUNTA


Matteo Renzi è andato ripetendo questa battuta in tutte le trasmissioni televisive che lo ospitano generosamente: “Provate a chiudere gli occhi e a domandarvi che cosa vi ricordate degli undici mesi di questo governo. Una sola cosa: il pasticcio dell’Imu sulla prima casa imposto da Berlusconi”. A parte ribattergli che il governo del “caro Enrico” (tanto caro che lo denigra quotidianamente) è in carica da circa 9 mesi e non undici, ora il sindaco-segretario corre il rischio che qualcuno lo ripaghi della stessa moneta: “Provate a chiudere gli occhi e a domandarvi che cosa ricordate del primo mese e mezzo di attività di Renzi come segretario del Pd”. La risposta è inevitabilmente questa: un’affannosa corsa a fare un patto con Berlusconi su una legge elettorale che sembra una brutta copia del “porcellum” sotto il nome di “Italicum”.
Replica dei suoi sostenitori: ma lui è riuscito a fare in un mese quello che gli altri non sono riusciti a fare in tanti anni. Magra soddisfazione se poi il risultato consiste nel subire la linea dell’avversario riproponendo le liste bloccate di “nominati” senza alcuna possibilità di scelta per gli elettori, negando qualunque presenza in parlamento a partiti che non raggiungono l’8 per cento dei voti (qualcosa come 4 milioni di elettori), regalando, con un premio di maggioranza del 18% dei seggi, la maggioranza assoluta del parlamento a una coalizione che non raggiunga al primo turno neanche un terzo dell’elettorato.
E, come se non bastasse, ieri Berlusconi ha affermato che “quella che tutti chiamano la riforma di Renzi non è di Renzi ma è la mia riforma”. E allora quella domanda su ciò che ha fatto in questo mese il neo segretario del Pd forse non è necessario farsela a occhi chiusi. E comunque la risposta è meglio darsela aprendo gli occhi.

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