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Apr
08

« E il televenditore ci riprova »

ilpallonaro

T


ra un impedimento e l’altro, per evitare il tintinnar delle manette bocassiniane, tesse le sue tele per guadagnare consensi spiattellando le sue solite menate farlocche che abbiamo visto per un ventennio.
Tutto ciò visto il risultato elettorale inconcludente, che da un duopoli si è passati ad un “trio monnezza”, dove ognuno se la tira senza avere una maggioranza, e vista l’attività tafazziana del PD ; è il suo momento per sfoderare la sua arte di televenditore.
Come su di una bancarella al mercato, ha messo in bella mostra otto miracolosi punti, come panacea per risollevare la stremata Italia da tasse e crisi ; il solito teatrino di tante promesse mai mantenute, e se andava male era sempre colpa degli altri.
Il ricettario è così composito :
1) l’abrogazione dell’Imu sulla prima casa, sui terreni e sui fabbricati funzionali alle attività agricole e la restituzione degli importi versati nel 2012;
2) la revisione dei poteri di Equitalia, con particolare riferimento alle sanzioni, alle maggiorazioni di interessi e ai meccanismi di rateizzazione;
3) il riconoscimento alle imprese – per le nuove assunzioni a tempo indeterminato di giovani, disoccupati e cassintegrati – di una detrazione (sotto forma di credito d’imposta) per i primi 5 anni dei contributi relativi ai lavoratori assunti, nonché l’esenzione, per questi ultimi, dall’IRPEF sul salario percepito;
4) il passaggio dalle autorizzazioni burocratiche ex ante ai controlli ex post, per quanto riguarda lo svolgimento di ogni attività di impresa;
5) l’abolizione dei contributi pubblici per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici;
6) le norme per la riforma del sistema fiscale;
7) le disposizioni di revisione della Costituzione per quanto riguarda l’elezione diretta del Presidente della Repubblica e il rafforzamento dei poteri del Presidente del Consiglio dei Ministri;
8) le disposizioni per la riforma della giustizia
Tante belle cosine, che quando stava sugli scranni a pontificare con una maggioranza assoluta, si è ben guardato di farle, e quando stava con l’acqua alla gola per avere una maggioranza è nato lo scilipotismo e la compravendita.
Nel merito dei contenuti di questi otto disegni di Legge, a sua detta già pronti per essere presentati al Senato della Repubblica, se paragonati a quelli del PD
Ne vediamo e capiamo le differenze; eccoli :
1) Fuori dalla “gabbia dell’austerità”, conciliare la disciplina di bilancio con investimenti pubblici produttivi e ottenere maggiore elasticità negli obiettivi di medio termine della finanza pubblica;
2) Misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro: allentamento Patto di stabilità; Riduzione e redistribuzione dell’IMU, blocco dei condoni e rivisitazione delle procedure di Equitalia;
3) Riforma della politica e della vita pubblica (tra cui revisione degli emolumenti di Parlamentari e Consiglieri Regionali e legge elettorale per doppio turno di collegio);
4) Voltare pagina sulla giustizia e sull’equità: legge su corruzione, prescrizione e falso in bilancio;
5) Conflitto interesse, incandidabilità, ineleggibilità;
6) Economia verde e sviluppo sostenibile;
7) Prime norme sui diritti: cittadinanza per chi nasce in Italia e norme sulle unioni civili di coppie omosessuali secondo i principi della legge tedesca;
8) Norme per settore istruzione e ricerca.
Commentare le differenze è inutile parlano da sole, vedere un ennesimo inciucio tra i due partiti come hanno fatto col governo tecnico, non promette nulla di buono anzi creerà ancor di più l’antipolitica in maniera quasi viscerale.
Tentare di fare un governo a tempo, è forse l’unica strada percorribile, fissando dei punti condivisi a larga maggioranza ; dando il via alle priorità economiche e subito a seguire le riforme sostanziali, quali legge elettorale e riduzione della casta.
Ed in particolare sulla legge porcata vigente, pensare ad un doppio turno ed una soglia di sbarramento più alta, onde evitare cespuglietti o gruppi parlamentari a parassitare sulla spesa pubblica ; nel contempo revisionare il Senato con quello delle Regioni lasciando alla Camera la sua funzione specifica.
Se vogliono che gli elettori si riavvicinino alla politica questa è la strada maestra, populismi o qualunquismi berciati nelle piazze non servono a niente ; ora servono i fatti concreti con l’apporto costruttivo di tutti.
La situazione di stallo attuale, assomiglia tanto alla sventura repubblica di Weimar, basta poco per trovare l’illuminato di turno ergersi salvatore della Patria.

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