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Ott
04

E ora?


Tempi duri per il Partito Democratico e tempi duri per Renzi mai sposati e comunque sempre separati in casa. E’ di queste ore il cambio di regole per le primarie non nella sostanza ma nella forma che di fatto mette in condizioni il cittadino di trovare un pò più di “paletti” per andare a votare questo o quel candidato. Mentre per la volta scorsa, come si vocifera, la destra strizzava l’occhio a Renzi per la sua candidatura, domani occorrerà passare per un filtro elettorale che stilerà una eventuale lista pubblica dei simpatizzanti del PD. Ad occhio potrebbe sembrare quasi una bazzecola, ma per l’elettore di Renzi poco di sinistra, andare in Comune e dichiarare questo inizia ad essere troppo. Certo è che la scheggia Renzi ha dato del filo da torcere all’interno del PD costretto a ricorrere alle scatole cinesi per fermare il giovane camperista in forte ascesa. Ma quali scenari si potranno aprire dopo aver combattuto un duello in singolar tenzone? La sinistra o centro sinistra conta di un serbatoio di voti di fedelissimi che ancora credono nell’apparato e nomenclatura, quegli stessi ai quali era stato chiesto di votare Renzi sindaco ubbidendo senza se e senza ma. Quegli stessi che oggi rinnegano quel voto tacciando Renzi di Berlusconismo. Contrariamente all’esercito senza testa degli elettori di destra (o centro destra) a sinistra hanno quella garanzia che si staglia intorno al 22% circa il che gli garantisce e garantirà la futura presidenza del consiglio. Ecco perchè le primarie diventano cruciali. Renzi adesso è sicuramente solo in una casa dove gli hanno levato anche il letto tanto che si è ridotto a dormire in un camper. Ma il giovane sindaco piace a molti, e fa gola anche a l’elettore di destra il quale si ritrova ad avere per le mani un non partito e nessun leader in grado di garantirgli delle risposte precise. E in caso di vittoria? L’esperienza Prodi è dietro l’angolo e con una sinistra così si ripeterà sistematicamente dovendo Bersani accondiscendere a Vendola, alla sinistra più estrema e al lato democristiano del PD. Risultato un accozzaglia di persone che tirerà l’acqua al suo mulino pena la caduta del governo. E se vincesse Renzi? L’esperienza fiorentina del giovane sindaco insegna veramente poco in quanto a risultati, se non 100 punti snocciolati come le rose del rosario e ripropinati ciclicamente come i carro armati di Mussolini. Questo fine settimana sarà cruciale per il futuro del PD e dei suoi candidati, in attesa dello scioglimento delle nuove regole per le primarie, assente ingiustificato Matteo Renzi.
Vedremo un pò se lo slogan Adesso! rimarrà tale oppure si assisterà ad un cambio di scritta in E ora? anche perchè nel cilindro di Renzi c’è anche un’altra possibilità che in molti considerano fattibile: quella di ricreare un centro con tutti quelli che fino ad oggi sono stati in bilico aspettando un leader forte che li racchiudesse in quella che una volta era la Democrazia Cristiana, partito dal quale è nato Renzi.

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