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Ed eccoci al suk elettorale a caccia di voti n.03

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Ome dice il caro amico Gianni Di Quattro su FB: “Il periodo della campagna elettorale è per tutti i partiti come la stagione della vendemmia, tutti a raccogliere l’uva, a cantare, cercare amori, la sera a far festa, a vedere i tramonti e a godere delle tiepide notti autunnali, a illudersi e a sperare. Poi finita la stagione tutti di nuovo a sparare cazzate!”
Poi un giornalista di Sky è stato mitico, l’Italia è subissata da annunciazioni alla Troisi

Adesso, vediamo il mirabolante programma del verde ramarro Salvini premier in pectore della Lega, in un’intervista ad Affari Italiani ha specificato quali sarebbero i suoi primi interventi nel caso in cui dovesse diventare Presidente del Consiglio:


• Cancellazione legge Fornero
• Flat Tax al 15%
• Stop immigrazione
• Nuova legge sulla legittima difesa
• Modifiche alla Buona Scuola
• Revisione del diritto di famiglia
Giusto per iniziare, per entrare nel dettaglio:
• Politica estera – Condanna delle sanzioni decise ai danni della Russia di Vladimir Putin e cambio di rotta nei rapporti con la Libia, dove sarebbe necessario cercare un accordo durevole per permettere la ricostruzione del paese. Consolidamento poi delle ottime relazioni personali di Salvini non solo con il Cremlino, ma anche con gli Stati Uniti e Israele.
• Immigrazione – Ripristino dei controlli lungo i confini e cercare di arginare gli afflussi di migranti via mare grazie alla politica dei respingimenti. Si vuole inoltre potenziale il controllo, con la creazione di organismi ad hoc, dei soldi pubblici spesi per l’accoglienza.
• Lavoro – La difesa del lavoro viene posta come uno dei punti cardine del programma. Per questo la proposta è quella dell’introduzione di una unica aliquota del 15% sul reddito delle persone e delle aziende. Attenzione anche alla difesa del made in Italy introducendo argini efficaci contro la concorrenza sleale dei prodotti stranieri. Importante anche la lotta alla delocalizzazione con multe per chi decide, dopo aver ricevuto fondi statali, di spostare la propria produzione all’estero.
• Pensioni – Oltre alla eliminazione della riforma Fornero e l’introduzione della Quota 41 per tutti, si intende anche riformare la contrattazione sindacale che si deve basare, per essere più efficace, su base regionale.
• Sovranità politica e monetaria – Attivazione di una procedura di revisione ordinaria dei trattati volta a restituire sovranità agli Stati Membri e alle Regioni con potestà legislativa. Si cercherà quindi di proporre una abrogazione o una revisione dei vari trattati e anche la moneta unica viene messa in discussione.
• Sostegno alla famiglia – Vista la crisi demografica è necessario un piano di aiuti di almeno 1 miliardo l’anno per il sostegno alla famiglia, così da poter garantire asili nido gratis a tutti i bambini italiani.
• Ricostruzione sociale – Introduzione di 6 mesi di servizio civile o leva militare obbligatoria da integrare anche al percorso scolastico.
• Tutela del territorio – Investire nell’agricoltura e detassare chi decide di dedicarsi al primario. Prevenzione del dissesto idrogeologico promuovendo anche una linea di sviluppo moderno e sostenibile.


Lui come gli altri non si rendono dei costi, miliardate di euro che forse stamperanno con il Monopoli, una dissertazione di Giuliano Cazzola su formiche.It ci rende l’idea :

A “Porta a porta” abbiamo visto un padrone di casa parecchio rassegnato. Le sparate di Salvini lo facevano sorridere, ma anche Bruno Vespa è rimasto sbigottito di fronte ad un interlocutore che dice ciò che pensa, ma non riflette su quanto dice.
Cosa farebbe un governo Salvini? 1) Non sbarcherebbe più un solo migrante sulle coste italiane (boom!). Pensa forse di erigere un muro di migliaia di kilometri (tanto da far impallidire quello sul Rio Grande tra Usa e Messico)? O ordinerà alla Marina Militare di prendere a cannonate i barconi e le altre carrette del mare? 2) Saranno aboliti (ri-boom!) gli studi di settore (che sono già stati aboliti e al loro posto entreranno – ne stanno negoziando le organizzazioni di categoria con il governo – gli indici di affidabilità). In questo modo non chiuderà la merciaia sotto casa sua. Il fatto è che, anche con gli studi di settore, i lavoratori autonomi avevano il diritto di dichiarare il reddito effettivo. E se corrispondeva alla realtà economica dell’azienda, non correvano alcun pericolo. Le statistiche sono lì a dimostrare che, mediamente ogni anno, c’erano 700-800mila contribuenti, autonomi, che presentavano dichiarazioni “non congrue”, ovvero inferiori al reddito presunto dagli studi. 3) I concorsi per gli insegnanti si faranno su base regionale. A parte il fatto che un tale provvedimento sarebbe incostituzionale, questa soluzione non risolverebbe il problema cruciale della scuola italiana: che gli insegnanti sono in prevalenza al Sud, mentre gli studenti stanno in numero maggiore al Nord. Invece degli insegnanti “deportiamo” gli studenti? 4) Legittima difesa a gogò. 5) Quanto alla riforma Fornero ne ha già dette tante da sembrare un disco rotto.


Continua allegramente il vuoto neuronico politico.

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