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Gen
08

Ed eccoci al suk elettorale a caccia di voti n.00

E


ra da un bel po’ che non si facevano le elezioni politiche, dalla fuga del cavaliere nero d’Arcore, si sono succeduti personaggi e governicchi portando il auge il Fanfulla firenzese con il suo cerchio magico.
Il paese ha vissuto i momenti peggiori tra crisi internazionale ed in particolare la discesa agli inferi del lavoro con una disoccupazione mai vista, unitamente a tutto il resto, ormai il ceto medio è in via di scomparsa dividendo il paese in stile medioevale.
La povertà sta crescendo inesorabilmente, portando milioni di famiglie al degrado della sopravvivenza, mentre la casta se la spassa con tavole imbandite, foto di passeggiate in pelliccia sulla neve; con la corte dei miracolati che imperversa ogni dove, mancano solo dal videocitofono.
Quando il Presidente Mattarella ha sciolto le camere fissando le elezione per il quattro marzo, è esplosa in tutta la sua virulenza la campagna elettorale che già imperversava da mesi; la iellata diciassettesima legislatura era al termine dopo cinque anni movimentati e disgraziati, che hanno visto alternarsi ben tre governi.
Adesso lo scenario politico è decisamente cambiato, il ritorno della mummia d’Arcore e dei brontosauri della politica ancora avidi di prebende e poltrone; la solita nascita di cespuglietti variegati, mente il PD è in conflitto permanente con le sue fazioni pro e contro il segretario.
Mentre i miracolati dell’asilo Mariuccia, con le loro giravolte da dervisci, si preparano alla tenzone politica modificando volta per volta le regole che vengono decise dai patron della baracca.
Difatti l’obbligo di votare sempre la fiducia stride con l’articolo 67 della Costituzione secondo cui “ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”; addirittura in caso di espulsione dal gruppo parlamentare, abbandono o dimissioni per dissenso politico scatta l’obbligo di pagare una penale da 100mila euro entro dieci giorni.
Inutile commentare, poi visto che non si è fatto quanto programmato del taglio dei vitalizi, riforma e chiusura di enti inutili, che servivano solo come greppie per i trombati o gli amici della parrocchietta; né tantomeno una larvata riduzione degli sprechi del carrozzone della casta e delle P.A.
Adesso, sino al quattro marzo, come al mercato sentiremo le grida delle offerte: “no canone Rai, no tasse universitarie, no legge Fornero, reddito per tutti, pensione a 1.000 euro; e tante altre offerte”; che saranno pagate con i soldi del Monopoli.
Ma il meglio deve ancora venire, cioè vedere chi saranno i nominati ed i votati, un certo personaggio che ha fracassato gli augustei per anni sui listini bloccati, ebbene ci si è infilato di corsa come la storia dell’immunità; credibilità politica solo per gli allocchi.
A proposito l’anno è iniziato con una raffica d’aumenti ed il popolo bue mugugna, poi i famosi spicci per il sacchetto e viene una sommossa da barricate, mentre zitti zitti senza alcun ritegno la casta s’ingrassa alla faccia dei tagli e dei cittadini. “leggi articolo”

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