BLOG : La voce di quasi tutti

«

»

Apr
29

FABIO SABATINI SULLO STADIO DELLA ROMA. COSE CHE ABBIAMO DETTO MILLE VOLTE MA REPETITA IUVANT


L’iter del progetto Stadio della Roma è rivelatore ed emblematico del modo grillino di fare politica, non certo a causa dell’indagine per abuso di ufficio a carico di Virginia Raggi (che oggi apre le prime pagine di molti quotidiani, dato che il Gip ha respinto la richiesta di archiviazione) o dell’arresto del presidente 5 stelle dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito (che si trova in carcere ormai da un mese).
Quando i 5 stelle si insediarono in Campidoglio, l’iter si avviava a conclusione: al progetto approvato dal Comune mancava “soltanto” il parere positivo della Conferenza dei servizi, prima di diventare operativo.
Era un progetto all’avanguardia, che affermava un principio fino a quel momento sconosciuto negli sviluppi immobiliari romani: se un investitore vuole realizzare opere private sul suolo cittadino, deve *prima* dare qualcosa in cambio alla città. I costruttori si erano impegnati a fornire opere pubbliche per centinaia di milioni di euro, che avrebbero avvantaggiato tutti i cittadini, in cambio del permesso di trasformare e riqualificare un’area di Roma oggi completamente devastata e abbandonata dalle istituzioni. Nella zona di Tor di Valle, teatro di discariche abusive, prostituzione di strada e ruderi di vecchie costruzioni in rovina, sarebbe sorto un nuovo quartiere degli affari, che oltre allo Stadio avrebbe ospitato tre grattacieli disegnati da uno degli studi di architettura più prestigiosi del mondo.
Il progetto aveva offerto il pretesto per promuovere un nuovo corso nei rapporti tra amministrazione comunale e costruttori, e affermare il principio che gli investimenti immobiliari privati si pagano offrendo *in anticipo* opere pubbliche alla città.
Poi sono arrivati i grillini.
Con il pretesto che i grattacieli avrebbero rovinato lo skyline di quella zona devastata dal degrado e dall’incuria, hanno bloccato tutto.
Per due anni il progetto è rimasto impastato nella sabbie mobili dell’amministrazione. Finché i 5 stelle hanno trovato un accordo coi costruttori, su basi completamente diverse. Roma ha perso quasi tutte le opere pubbliche che i privati si erano impegnati a realizzare. Ma al posto dei grattacieli saranno costruite delle palazzine: lo skyline di Tor di Valle è salvo.
Il Ponte di Traiano per collegare lo stadio con via della Magliana dall’altra parte del Tevere dovevano pagarlo i privati, ora lo pagherà lo Stato.
Il potenziamento della ferrovia Roma-Lido con 15 nuovi treni dovevano finanziarlo i privati, ora lo finanzierà la Regione Lazio.
Il prolungamento della metro B dovevano pagarlo i privati, è stato cancellato.
Lo svincolo della Roma-Fiumicino dovevano pagarlo i privati, è stato cancellato.
Col nuovo progetto si è riaffermata la tipica speculazione “alla romana”, in cui il privato costruisce ciò che vuole e il pubblico paga ciò che serve, a spese di tutti. Le opere pubbliche “perdute” saranno adesso finanziate dalla fiscalità generale, cioè i contribuenti, cioè noi, compresi i tifosi di Inter, Juventus, Lazio, Milan, Napoli (in ordine rigorosamente alfabetico), nonché dai cittadini a cui del calcio non potrebbe importare di meno.
Che il nuovo accordo fosse tremendamente svantaggioso per tutti tranne che per i costruttori e per la Roma, società quotata in borsa, è stato subito molto chiaro. Tuttavia, da quel momento l’amministrazione 5 stelle si è adoperata per velocizzare l’iter del progetto, anche a costo di qualche “strappo “sospetto”. Così sospetto che il presidente grillino dell’Assemblea capitolina è stato arrestato per corruzione e la sindaca è indagata per abuso d’ufficio.
Le indagini e gli eventuali procedimenti giudiziari forse chiariranno perché i 5 stelle abbiano voluto trasformare un progetto all’avanguardia nella più volgare delle speculazioni edilizie.
Nel frattempo la vicenda offre l’ennesima dimostrazione di quanto ci costa la politica a 5 stelle, interamente basata sulla propaganda e sull’uso scellerato delle risorse pubbliche per guadagnare consenso a spese dei cittadini.
[Fonte : Roma fa schifo]

Media 4.00 su 5


Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato!


*