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Ago
09

Fenomenologia della cialtronaggine di Mattia Madonia

dallarete01


Vi prego, non posso tollerare una campagna elettorale sul taglio dei parlamentari, ovvero sul nulla.
È già diventato il refrain dei grillini, che come al solito parlano ingannando gli italiani.
Proviamo a spiegarlo in modo semplice.
La proposta di Di Maio ridurrebbe drasticamente la rappresentanza democratica. Soprattutto al Senato, dove le regioni eleggerebbero al massimo 4 senatori, creando dei collegi elettorali giganteschi, delle vere e proprie cattedrali nel deserto. Le liste minori di fatto scomparirebbero, e allo stesso tempo non verrebbero intaccati i meccanismi istituzionali (compresa la velocità) del bicameralismo.
D’altronde Grillo e Casaleggio hanno sempre detto di voler “cancellare” il parlamento, la direzione sarebbe quella: meno democrazia, privilegi per le grandi liste a scapito delle minori, rappresentanza ridotta al minimo.
Se poi si guardano i numeri del resto dell’Europa emergono dei dati chiari: il nostro numero di parlamentari per abitanti è già tra i più bassi del continente, in linea con Francia e Germania. Per fare un esempio: l’Irlanda ha un numero tre volte superiore al nostro, e paesi come Lituania e Lettonia addirittura cinque.
Ovviamente il pauperismo del M5S impone la narrazione dei risparmi.
Bene, sono praticamente inesistenti. Tra 50 e 61 milioni l’anno. Una cifra ridicola rispetto alle spese di Camera e Senato, che non sposta nulla nelle casse dello Stato. Soprattutto se non vengono modificate le strutture delle camere, come ad esempio ai tempi del referendum del 2016 con lo stravolgimento del Senato.
Inoltre il percorso di votazione allungherebbe a dismisura i tempi per un eventuale ritorno alle urne, grazie al ping pong istituzionale che dovrebbe passare anche da una nuova riforma elettorale e dalla tiritera su un referendum dopo tre mesi di tempo dalla votazione alla Camera.
Tutto questo Di Maio lo sa, Di Battista lo sa, l’intero M5S lo sa. Semplicemente devono trovare una scappatoia per togliersi il fango dopo un anno di governo con Salvini, rinverdire la spinta delle loro vecchie battaglie e quel populismo fagocitato da quello ancora più insulso di Salvini.
La realtà è un’altra: sia il M5S che la Lega hanno il terrore della manovra finanziaria. Soldi veri, il destino degli italiani nelle loro mani, prendersi la responsabilità dell’aumento dell’IVA e delle misure lacrime e sangue.
Dopo i disastri fatti, giocando con i nostri soldi come se fossero quelli del Monopoli, si sono semplicemente cagati addosso di fronte a una manovra che avrebbe smascherato le loro angherie. Una manovra impopolare.
Adesso il loro gioco continua: il M5S cercando di ripulirsi l’immagine e sviando l’attenzione con l’inutile e dannoso taglio dei parlamentari; la Lega proseguendo con la politica dell’odio e dell’intolleranza.
Saranno mesi pesanti, ma almeno non facciamoci infinocchiare con diversivi di basso livello.
Dopo un anno del genere, e con i prossimi che si prospettano ancor più duri, togliersi il prosciutto dagli occhi sarebbe cosa buona e giusta.
Sono arrivati al poter con questi slogan vuoti; adesso si spera che il trucchetto sia stato almeno compreso, dopo questa esperienza disastrosa.È finito il tempo della fuffa.
Un sentito ringraziamento per averci lasciato nella merda. E non provate a rigirare la frittata col vostro populismo da mascalzoni, grazie.

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