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Nov
05

Firenze 04-11-1966, Genova 04-11-2011


45 anni sono passati da quel funesto giorno per la città del Fiore. Giorno che è nella memoria di tutti i fiorentini che si rimboccarono le maniche per togliere il fango alla loro città sommersa dall’alluvione che flagellò tutto e tutti. 45 anni dopo in un’altra regione, in un’altra città, i luttuosi fatti fiorentini si ripetono anche a Genova, dove la furia degli elementi si è scatenata come nel lontano 1972, sempre a Genova, provocando 25 morti. Oggi tutti subito a chiedersi cosa è stato fatto da allora, e una delle poche risposte ottenute dal vicesindaco di Genova è stata: “abbiamo abbattuto 3 edifici lungo il percorso” (a colloquio telefonico su Radio Deejay). Prontamente sulle tv locali toscane la faccia contrita del sindaco di Firenze, che stava presenziando al giorno della nostra memoria (l’alluvione appunto), si lamentava con tutti gli organi politici Regione, Provincia, Comune per non aver attuato nessuna misura di sicurezza dal 1966 ad oggi. Purtroppo va ricordato al nostro sindaco che puntare il dito contro chi ha gestito il sistema fino ad oggi, si rischia anche di fare un clamoroso autogol contro se stessi, ricordando che prima di diventare sindaco, Renzi era presidente della Provincia, e non mi sembra che da presidente si sia battuto per il problema Arno, che dal 1966 è come una pentola a pressione pronta a scoppiare alla prima pioggia torrenziale. Vorrei ricordare al nostro sindaco, perplesso per le cose mai fatte nel corso del fiume Arno, che lui stesso è firmatario dell’inizio dei lavori della TAV, progetto faraonico che mina fortemente il sottosuolo alluvionale dove poggia Firenze (se volete informazioni più dettagliate esiste un associazione chiamata IDRA dove spiega con i fatti il pericolo TAV) e che già, con le piccole modifiche apportate nella zona di viale Circondaria – viale Corsica, si sono visti gli effetti sulle cantine alluvionate nella zona di Rifredi. Purtroppo in Italia siamo abituati a svegliarci solo dopo che le cose accadono, un altro esempio fu la nevicata di Dicembre 2010, e solo dopo ci interroghiamo perchè e percome. Anche il Vajont fu un errore, anzi fu cronaca di un disastro annunciato, ma che a nessuno è mai interessato più di tanto se non a quelle povere vittime e i loro familiari travolti dalla furia della acque e dalla avidità degli uomini. Le fotografie del Ponte Vecchio che riflette sull’Arno (ex d’argento ora marrone) e che a noi fiorentini piace aprire la bocca in una sorta di sindrome di Stendhal, non dicono di quando sia basso il livello del fiume causa i detriti accumulati nel naturale corso degli anni. In alcuni punti l’Arno non è più fondo di due metri e non è la mancanza delle famose sacche di contenimento non fatte di cui parlava Renzi ieri, ma è la mancanza di lungimiranza e impegno nei confronti di una città che rischia di essere spazzata via dalla furia delle acque. Mi ripeto ancora che per fare un treno in città sono stati spesi 180 milioni di euro è già al primo anno c’è stato un disavanzo di 7,8 milioni d’euro che crescera nei prossimi anni. Si è pensato al sopra ma non al sotto, e quando il 1966 tornerà attuale (speriamo mai) tutti saremo pronti ad incolpare gli altri… Ma gli altri saremo soltanto noi!

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