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Feb
22

« Fusse che fusse la vorta bbona »

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iceva Nino Manfredi in un celebre tormentone di Canzonissima 1959-60, adesso il “fulmine da guerra” exsindaco/segretario del PD/Presidente del Consiglio ; ha formato la squadra dei ministri di 16 elementi, in ordine :
Andrea Orlando alla Giustizia
Angelino Alfano all’Interno
Federica Mogherini agli Esteri
Pier Carlo Padoan all’Economia
Giuliano Poletti al Lavoro
Roberta Pinotti alla Difesa
Federica Guidi allo Sviluppo Economico
Stefania Giannini all’Istruzione
Dario Franceschini ai Beni culturali
Maurizio Lupi alle Infrastrutture
Maurizio Martina all’Agricoltura
Gian Luca Galletti all’Ambiente.
Beatrice Lorenzin alla Salute
Tre ministri senza portafoglio.
Marianna Madia alla Semplificazione e P.A.
Maria Carmela Lanzetta agli Affari regionali
Maria Elena Boschi alle Riforme e Rapporti Parlamento.
Quindi il “Letticidio”, ha partorito questa nuova compagine, che dovrebbe risolvere con cadenza mensile, i vari nodi gordiani le legano il paese da decenni ed acuiti dalla crisi ; barcamenandosi con le larghe intese ed opposizioni variegate a seconda della bisogna.
Con il motto : «Dobbiamo dare il segno della svolta», adesso dopo tante parole e giravolte di pensiero, sarà bene far vedere i fatti ben sapendo che questa è l’ultima spiaggia per la credibilità del PD.
Tanto per avere un idea, interessante il “Manifesto delle Giovani Classi Dirigenti”: idee e proposte per il cambiamento.
leggi.
Restano però le forche caudine del Pippo Civati avverte: « Stiamo valutando con molta attenzione cosa fare. Se dovessimo uscire con un voto di sfiducia sarebbe un fatto politico di estrema gravità »
Il seguito della “renziade” si vedrà alla fiducia del Senato e Camera, mentre svolazza gufando il pregiudicato decaduto ed i vari “cespuglietti a caccia d’incarichi e poltrone”.

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