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Gen
26

Ghe pensi mi? No, grazie di Stefano Clerici


ORA DI PUNTA


Più passa il tempo, più ci avviciniamo al momento del voto, e più cresce in noi la sensazione – possiamo anche dire il fastidio – che sia apparso sulla scena politica nazionale un altro che crede di essere l’Unto del Signore. Gli ultimi vent’anni di storia patria ci hanno fatto capire che Berlusconi è sempre stato pazzo della parte e che alcuni dei suoi “apostoli” siano stati e siano ancora davvero convinti che lui possa moltiplicare i pani e i pesci, far resuscitare i morti o, più semplicemente, far sembrare poveri agnellini sacrificali vecchi lupi feroci finalmente caduti nella tagliola della giustizia.
Adesso è il Professore che fa il verso al Cavaliere. Ora che ha abbandonato i panni del tecnico e ha indossato quelli del politico, Mario Monti va ripetendo che la sua “lista civica” è la sola in grado di dare un futuro certo agli italiani. Bersani? Un ostaggio dei “bolscevichi” Vendola e Camusso, il che impedisce un’eventuale alleanza con questo centrosinistra. Berlusconi? Un “tappo”, figlio della demagogia e del populismo, il che impedisce un’eventuale alleanza a destra (almeno finché c’è il Cavaliere) . Non una parola, però, su Fini e Casini, il “nuovo che avanza” (ci vien da ridere…) a sostegno della lista Monti.
Caro Professore, lei ci ha certamente allontanato dal baratro in cui stavamo precipitando – checché ne dica il suo predecessore – ma attenzione a non cadere nella stessa trappola del narcisismo politico, che già tanti guai ha portato all’Italia. Voler far credere che la sua lista sia la sola originale, limpida ed equidistante dagli “opposti estremismi” e quindi la sola capace di governare, è un palese, magari involontario, atto di arroganza. La filosofia del “ghe pensi mi” il popolo italiano l’ha già drammaticamente sperimentata nel recente passato. Perciò, lasciate che ora ci pensiamo noi. Noi elettori.

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