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Mag
22

Gli italiani della pandemia n.5

O


rmai dobbiamo prenderne atto e convivere con questa classe politica “d’accatto”; assister a risse da bar nel parlamento, linguaggio non certo consono nelle istituzioni, il dileggio ad personam; non per ultimo il mercato delle poltrone per un voto.
Niente di nuovo si direbbe, i governi gialloverde e giallorosso non hanno fatto altro che far emergere quanta pochezza vi è nei politici e nella loro metodologia istituzionale, vivono di contrapposti e campagna elettorale permanente; si ravvisano sempre più i tornaconti personali che quelli per gli elettori.
Adesso ci sarà quello al quale brigano 24 ore al giorno, prepararsi alle elezioni regionali, comunali e referendum in una stessa data, sarà un election day o meglio il giorno del giudizio per fare le pulci a questo governo che ha gestito l’emergenza Coronavirus; come se tutti fossero stati all’altezza per qualcosa che non aveva precedenti.
Siamo ancora in una pandemia strisciante, ma presto avremo quella economica, che come ha scritto Alessandro Barbano in suo articolo:

Possiamo considerare un successo il fatto di indebitarci oltre ogni immaginazione, e forse oltre ogni sostenibilità, per sussidiare in ritardo cittadini e imprese, e per mettere in atto un revival del dirigismo postbellico che servirà solo a prolungare, a spese dei posteri, l’agonia di molte aziende, e a moltiplicare le poltrone della politica nei loro consigli di amministrazione?

Una incontrovertibile amara realtà per le generazioni future.

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