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Mag
18

Gli italiani della pandemia

V


’era un detto, ancor oggi usato, “Italiani brava gente” ! ma vista la pandemia del Coronavirus si dovrebbe aggiornare in “italiani boccaloni” dediti a tifo da stadio per i soliti opposti schieramenti, vizio italico tramandato da secoli.
Quel che più resta incomprensibile è il dissesto neuronale nel difendere l’indifendibile, ma ancor più giustificare la cialtronaggine e lo sciacallesco comportamento da campagna elettorale permanente, sempre in avida ricerca di consensi.
Non importa se raccontano le più immonde gabole, basta che ruglino qualcosa sui social ed è la verità discesa dalla discarica del nulla, come scritto in rete : #hannolospessorepoliticodiunpetonellospaziocosmico; eppure hanno un seguito.
Personaggi aldisopra ogni sospetto, ma che hanno perso il senso della realtà e della misura, vorrei vederli come imprenditori pagare lo stipendio ad uno che non viene a lavorare per oltre il 90% delle presenze, o peggio pagare tre stipendi ad una assenteista cronica; forse hanno qualcosa che hai comuni mortali sfugge.
Inoltre, sono fatti giuridicamente svolti con sentenza, oppure acclarati da dichiarazioni difficilmente smentibili, vedi dichiarazione parlamento europeo, ma ancor più evidenti l’analisi di Openpolis delle loro presenze, o meglio assenze; eppure tutto ciò non basta alle loro menti ottenebrate del capo supremo alla Orban.
In questa pandemia, è emersa subito la repulsione per le persone oneste e non ricattabili con giochi di palazzo, non che stia a difendere a spada tratta la situazione attuale, ma dargliene atto che si è dimostrata l’unica a poter dirimere la tempesta senza ausilio alcuno di precedenti in materia.
Oggi, sembra più di vedere dei supporter da curva, che persone che condividono stesse idee e programmi, seguono gli starnazzamenti sui social condividendoli senza rendersi conto della vacuità di pensiero e della loro inutilità oltre la non fattibilità.
Quello che ancora più amaro, si è perso il senso dell’unità nei momenti di difficoltà, sporadicamente se ne vede qualcuno ma nella stragrande maggioranza impera indifferenza e manifestazioni triviali degne del peggior camallo; senza alcun rispetto.
Forse ci voleva questa pandemia, per togliere la patina artificiosa del perbenismo di facciata; scoprire il lato oscuro che impera nella politica, ad oggi solo a fini personali e per loro profitto e per i sodali e parenti che lo sostengono.
Da oggi, qualcosa ricomincia a riprendere le sue abitudini ed attività, nella speranza che “la nuova peste” si vada debellando, ma dovremo metterci anche del nostro che ciò avvenga senza tifoserie ma spirito comune di un popolo.

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