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Apr
29

« Governo Enrico Letta, compromesso storico 2013 »

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iusto per infrescare la memoria, il compromesso storico nacque da un idea del Berlinguer (Pci) e recepita dal Moro (DC), giganti di una politica ormai remota ;
il bastian contrario alla Grillo fu l’Andreotti.
Che dichiarò : “secondo me, il compromesso storico è il frutto di una profonda confusione ideologica, culturale, programmatica, storica. E, all’atto pratico, risulterebbe la somma di due guai: il clericalismo e il collettivismo comunista”.
Ma all’epoca esistevano altri valori e modi di fare politica, ed il compromesso storico restò nei verbi difettivi tra le correnti democristiani e i mal di pancia comunisti, già allora esisteva un bipolarismo di fatto ma mai concretizzato per la latente litigiosità interna ai partiti.
Ora nel 2013 il povero Bersani volle fare come Berlinguer, cioè :
“il 28 novembre 1980, Berlinguer annunciò dopo otto anni di voler abbandonare la linea del compromesso storico per abbracciare quella dell’«alternativa democratica». Ciò significa che l’obiettivo diventava quello di ricercare governi di solidarietà nazionale che escludessero la DC” [fonte Wikipedia] ; ma mal gliene incolse.
La solidarietà nazionale allo stato attuale delle cose è pura utopia, sono anni che i due maggiorenti si scontrano con alterne vicende, ma i problemi nazionali sono restati sempre promesse elettorali mai mantenute ; il classico mercimonio del voto.
Adesso, dopo il travagliatissimo voto per il Colle, che ha fatto vittime illustri, giochini di franchi tiratori (ben oltre cento), bambini capricciosi che volevano imporre la loro volontà rappresentando una parte dei cittadini molto nebulosa ; si è arrivati alla conclusione di richiamare il vecchio saggio Napolitano.
Era ormai chiarissimo che il nuovo governo sarebbe stata una sua emanazione, era arrivato di rompere gli indugi e mettere i due partiti di fronte alle loro responsabilità, ritrovarsi con le camere sciolte ed un presidente dimissionario sarebbe stato catastrofico.
Ed ecco arrivare il colpo d’ingegno targato “Enrico Letta” ; anche se giovane ben incardinato nelle istituzioni politiche e con uno zio di notevole spessore politico ; formare un governo e trovare la quadra per tutti non era un impresa facile, l’unica soluzione accontentare tutti per una poltrona da ministro.
Nel tardo pomeriggio di sabato, dopo 61 giorni, nasce il Governo di questa XVII legislatura, ben 21 ministri per altrettanti dicasteri, il pensiero di accorpamento per alcuni dimenticato o meglio c’erano troppi culi e poche sedie ; comunque un bel mix di vecchi volponi politici, tecnici di peso e new entry ; alcune con esperienze significative altre, alla dipietresca memoria, che c’azzeccavano col dicastero assegnatogli.
Ma prima di giudicare, aspettiamo di capire quali saranno le priorità dei programmi ; nel frattempo cercare di capire le varie strategie tra governo ed opposizione, perché quella sa tanto d’inciucio preorganizzato.
A proposito, il PD è morto W il PD per quel che ne resta.

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