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Nov
12

« Guerriglia delle larghe intese »

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rmai siamo al color bianco tra PD e FI con il Ncd alla finestra, una vera e propria guerriglia di dichiarazioni, sul patto del Nazareno ci sono diverse scuole di pensiero ed interpretative ; a dimostrazione che il carisma berlusconiano si sia decisamente appannato.
Va premesso, che il Renzi ci mette del suo per creare i soliti polveroni, rimestando le carte in una nottata sulla riforma della legge elettorale, contando sempre sulla sua protervia e quel famoso 41% ; è chiaro che vuol assurgere ad essere il padre costituente.
Adesso tra il PD e Forza Italia è un vero e proprio scontro aperto, ”, il Renato Brunetta ha commentato al GR1 : “Se il premier con la sua maggioranza, ha deciso di cambiare tutto e di buttare quel testo e di scriverne un altro non c’è più il patto del Nazareno“
Rincalzando “è tutta un’altra cosa rispetto a quello che abbiamo approvato a marzo di quest’anno. Se Renzi unilateralmente ha deciso di buttarlo, per scriverne un altro legittimo, ma diverso, allora vada avanti con la sua maggioranza”
La Serracchiani, in risposta, ci va duro dichiarando che : “Sulla riforma elettorale il vero problema è che Berlusconi non tiene più i suoi dentro Forza Italia. Brunetta gli scappa da tutte le parti. Non si è rotto il patto del Nazareno, si è rotta Forza Italia”.
Mentre il sottosegretario Luca Lotti rincara :”Se le parole di Brunetta sul patto del Nazareno interpretano il pensiero di Berlusconi e Fi , allora non c’è neanche bisogno di incontrarsi domani. Se la linea di Fi è quella di Brunetta, come successo altre volte in questi mesi, mi chiedo a che serva l’incontro”.
Unica voce fuori dal coro belligerante è quella dell’Angelino Alfano, dichiarando mellifluo : “Se Berlusconi non utilizzerà il patto del Nazareno come uno strumento contundente verso gli alleati, ma avrà visione, saggezza, lungimiranza e assenza di rancore, noi siamo pronti, giovandoci del premio alla lista, a ricostruire la prospettiva del centrodestra. Non per paura, costrizione o minaccia”.
Questo in previsione che sia garantita la governabilità con il 55% al partito che vince le elezioni e di avere i 340 seggi, ma poi bisogna garantire al restante 45% una modalità di accesso al Parlamento, con la soglia al 3% che garantisce democrazia”.
E li si ritornerebbe ai vari cespuglietti politici, per creare i soliti poltronifici, mentre la maggioranza avrebbe un sua oligarchia per fare e disfare a suo piacimento ; sarà ma non mi sembra una vera riforma

Comunque la satira galoppa

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