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Ott
22

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uando l’Italia stava per crollare nel baratro, dal Colle con un lampo divino arrivò la nomina di un senatore a vita, che subito s’appalesò d’essere lui l’unto del Signore e salvatore del paese ; la sua facies ridava lustro alla credibilità postribolare persa nel passato.
Al Governo, calarono invece che politicanti nominati, il fior fiore dei tecnici per dare il loro apporto alla sinistrata situazione di crisi imperante ; attività politica con le due stampelle del Pd e Pdl, ma che erano come Giano bifronte, sempre a guatare per farsi merito del loro solito nulla.
Nel frattempo, per far fronte alle ambasce economiche, i soliti noti venivano spremuti, mentre il club degli evasori e della casta godeva dei soliti vantaggi ed ingrassando sempre più ; le famose riforme erano il solito modo della vecchia politica di far tutto affinché nulla cambi.
Ma questo sessantunesimo governo della Repubblica Italiana, il secondo della XVI Legislatura, è rimasto in carica dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013, per un totale di 1 anno 5 mesi e 12 giorni ; troppo pochi per fare qualcosa di duraturo.
A togliere la spina, per andare a nuove elezioni con la solita legge porcata, fu il noto #pregiudicato italico, ma il “salvatore italico” che più volte aveva professato di ritirarsi dall’agone politico, dopo le sue dimissioni del 21 dicembre 2012 ; già meditava di farsi un suo partito politico.
E così fu, nacque “Scelta Civica”, per proseguire il lavoro da premier tecnico presentandosi come civico, esterno ai partiti tradizionali ; ma di solito prima o poi si cade nella spirale partitocratica, impossibile esserne immuni.
Tant’è, che è uscito dalla sua creatura rassegnando irrevocabili dimissioni, levandosi non pochi sassolini dai suoi compagni di viaggio politico , lasciando da parte il suo freddo aplomb di sobrietà ; rivelandosi un navigato politico nelle perigliose acque delle alleanze ; pagando ad ognuno il suo prezzo.
Adesso, ci resta solo da vedere quale sarà il suo atteggiamento, nei confronti di questo governo dalle larghe intese ; ma dalle premesse nulla di buono, confermando il fatto che è un tecnico prestato alla politica.
Come scrive Giuliano Cazzola, per le Formiche :
“Si tratta principalmente di una frattura di carattere genetico, tra chi ha masticato politica tutta la vita nei partiti, nelle assemblee elettive, nell’associazionismo e quant’altro e chi, provenendo dalla benemerita società civile, si sente più puro, più competente e meritevole […].”
Sarà difficile trovare un buon ortopedico per questa tipologia di frattura.

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